lunedì, 8 Dicembre 2025
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LA DOMENICA DI SETTENEWS – Il senso del digiuno: l’invocazione per la pace nel mondo

(Il cesto del pane - Opera di Salvador Dalì)

Ha ancora senso oggi una giornata di digiuno, per invocare la pace nel mondo? Ecco alcune risposte, date da alcune persone, di varia età, interpellate dalla redazione di Settenews.it con una piccola inchiesta.

A tutti i fedeli della chiesa cattolica Papa Leone XIV ha chiesto per venerdì scorso, 22 agosto, una particolare giornata di preghiera e di digiuno, per invocare la pace nel mondo, mentre i grandi della Terra continuano a riunirsi per mettersi d’accordo su come far smettere le guerre in corso, senza nel frattempo, e inspiegabilmente, riuscire a far cessare il fuoco nemmeno per poche ore, in Ucrania e in Medio Oriente.

Se le armi non tacciono forse la spiegazione è tutta qui: nella compravendita delle stesse tra i Paesi più forti che le producono e quelli che hanno bisogno di procurarsele, sia per difendere i propri confini, sia per combattere ancora su nuovi fronti. Un business niente male, ma soltanto per i potenti.

Oggi che peso può avere avuto il dono del digiuno dei cristiani, che venerdì hanno anche celebrato il giorno di Maria Vergine Regina?

“Un segno certo, un’adesione globale al dolore di chi muore e vive negli stenti”.

Davanti ad uno spettacolo ben riuscito si applaude; davanti alle sconfitte dell’umanità si prova a partecipare anche con il digiuno e la preghiera. Un’adesione che ha unito, silenziosa, convinta, pacata, che ristora chi crede serva davvero.

“Il digiuno non è rinuncia, ma occasione di crescita: nel caso di venerdì scorso, è stato un po’ come offrire il proprio “sacrificio”, a Dio e alla Madonna, per la causa della pace, di comune accordo con altri simili”.

C’è chi ha visto nella giornata del digiuno per la pace anche una ragione politica, oltre che religiosa. “Il digiuno di venerdì è stata come una presa di posizione concreta, come dire: io non ci sto, io rinuncio anche al cibo per un giorno, purchè cessino le brutture”.

Forse, secondo qualcuno altro, ci vorrebbe un’azione più ampia e più eclatante: “come riversarsi tutti nelle piazze una bella mattina, senza andare al lavoro o a scuola, sempre di più tutti nelle strade, sempre di più fino a fermare il mondo, per dire basta ai conflitti, alla fame dei bambini e dei civili sotto le bombe”.
E vedere chi vince.

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