E’ stata la giornata dei nonni venerdì 2 ottobre. Ricordata, celebrata, festeggiata in più parti del mondo, per dire grazie ad una figura che negli ultimi anni è diventata anche il simbolo della condivisione delle responsabilità in famiglia, non più relegata a ruoli marginali, anzi.
Dal ritornello di una celebre canzone di qualche anno fa, “il vecchietto dove lo metto?”, ai “vecchietti” che fanno i nonni, in grado di risolvere in famiglia i problemi di genitori che lavorano e bambini che hanno bisogno di essere accuditi.
Stando a dati Istat, in Italia i nonni sono più di 12 milioni, e il 40% dei più piccoli, i bambini con meno di sei anni, sono affidati a loro.
I nonni spesso aiutano anche le famiglie sotto il profilo economico: lo fa regolarmente il 96% di loro.
Come è stato confermato anche nei giorni scorsi, mentre in tutto il Paese è stata celebrata la Festa dei nonni con gli auguri, i regali, i pensierini preparati a scuola, il ruolo dei nonni oggi ha un indiscusso valore sociale, fornendo aiuti concreti nella vita delle famiglie. Portano i bambini a scuola, li accompagnano nelle attività del tempo libero, sportive o culturali che siano, rimangono con loro tutte le volte che serve, e li portano anche in vacanza.
La Festa dei nonni è sempre più ricca di significati, modi di intendere le relazioni parentali oggi, occasioni per comprendere anche come sia cambiata la vita delle famiglie moderne.
I nonni sono anche coloro che conservano i ricordi del passato, la storia dei fatti e quella delle tradizioni. I nonni raccontano ancora le storie, conservano le vecchie fotografie, insegnano la pazienza e l’amore per le cose. Insegnano il rispetto. Quello che serve per vivere sereni e il più a lungo possibile.


















