Potrebbe persino avergli sorriso e parlato, prima di riceve da lui alcune coltellate mortali. E’ morto così questa mattina, martedì 15 settembre, davanti alla chiesa di San Rocco a Como, don Roberto Malgesini colpito a morte da un tunisino di 47 anni, che lo stesso sacerdote aveva più volte aiutato, fornendogli tutela legale.
Il senza fissa dimora lo ha atteso ed inspiegabilmente lo ha aggredito con un coltello, non lasciandogli scampo.
Don Roberto, 51anni, è morto sul colpo. Immediata la reazione di tutta la parrocchia di San Rocco, ma non soltanto: numerosi amici, conoscenti, collaboratori di don Roberto si sono radunati subito sul sagrato della chiesa, mentre l’extra comunitario, con problemi psichici, si è costituito per quanto commesso. Lo stesso era stato colpito ad aprile da un decreto di rimpatrio, non ottemperato per la mancanza, in quel periodo, causa Covid, di voli verso la Tunisia.
Don Roberto era “un prete in strada”, come dicono in tanti, che si occupava delle persone più bisognose, come migranti, prostitute, senza tetto, lavorando instancabilmente con loro alla Caritas, nei dormitori, nelle mense. Probabilmente ben consapevole dei rischi personali che correva, don Roberto lascia una comunità distrutta, che lo ricorda oggi come il suo “santo della porta accanto”.



















