La CISL sull’incidente sul lavoro alla Franco Tosi: adesso si indaghi

La Franco Tosi Meccanica

A poche ore dal tragico incidente sul lavoro di cui è rimasto vittima un operaio della Franco Tosi, arriva il cordoglio della CISL.

“Non si può morire ancora sul lavoro nel terzo millennio. Come Cisl Milano Metropoli e, in particolar modo, come sindacalista che ha operato per anni nel territorio dell’Alto Milanese, intendo esprimere la vicinanza di tutta la nostra Organizzazione Sindacale ai familiari della vittima. Ora, però, s’indaghi a fondo per capire se siamo di fronte ad una tragica fatalità o se, viceversa, non siano state rispettate alcune norme  in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro”, commenta Beppe Oliva, Segretario della CISL Milano Metropoli, dopo aver appreso la notizia della tragica scomparsa, avvenuta ieri in tarda serata.

L’operaio Valentino D’Aloisio, 56 anni, di Canegrate, secondo una prima ricostruzione dei fatti sarebbe rimasto schiacciato sotto delle cassettiere nel reparto numero 28 “Palette”, dove si trovava da solo. Sono stati alcuni colleghi a scoprire la disgrazia, quando sono andati a cercarlo, come risulta da alcune prime ricostruzioni dei fatti, sollecitati dalla moglie preoccupata perché il marito non rispondeva al cellulare e stava tardando.

Alla Tosi sono giunti immediatamente i Carabinieri e i Vigili del fuoco, nonché i soccorritori del 118 con una automedica e un’ambulanza della Croce Bianca, ma per D’Aloisio ormai non c’era più nulla da fare.

“La FIM CISL di Milano Metropoli esprime ancora una volta rabbia e dolore per l’ennesima morte sul lavoro di un uomo, D’Aloisio, un padre di famiglia. Esprimiamo vicinanza e cordoglio alla moglie e ai figli. In attesa di conoscere il perché di questa ennesima tragedia, ribadiamo che non si può morire di lavoro, e che su questo tema non è mai il tempo di abbassare la guardia”, dichiara Cristian Gambarelli della Segreteria FIM CISL di Milano Metropoli.

Nei prossimo giorni, promettono dalla CISL, si valuterà insieme alle altre organizzazioni, quali iniziative intraprendere per sensibilizzare tutti, partendo dalla Franco Tosi, sul tema della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro.

Il sindaco di Legnano Alberto Centinaio sulla tragedia: “In questo momento sono vicino alla moglie e ai figli così drammaticamente colpiti. Mi auguro che le autorità competenti facciano al più presto piena luce su questo episodio anche se niente e nessuno potrà ormai restituire Valentino alla sua famiglia. Pensavamo che, almeno a Legnano,  il triste fenomeno delle cosiddette “morti bianche” fosse stato definitivamente consegnato alla storia. Così purtroppo non è. Nel 2016 non si può e non si deve morire ancora di lavoro”.

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