“Lo abbiamo fatto per tutti” diceva lei ai figli e ai nipoti, finchè è stata in vita, Francesca Mainini partigiana negli anni della Resistenza, alla quale questa mattina, sabato 20 settembre, è stata intitolata la palestra storica di via Calatafimi a Legnano, per altro recentemente ristrutturata dal Comune.
Con una particolare cerimonia, cui hanno partecipato numerose persone ed anche cittadini di Vanzaghello, dove Francesca Mainini era nata il 28 settembre del 2017, è stata scoperta una targa all’ingresso della struttura sportiva, dopo i saluti del sindaco Lorenzo Radice, del presidente dell’ANPI Primo Minelli e di un nipote di Francesca, Gianpaolo.
La palestra comunale è stata realizzata negli anni ’30, e recentemente è stata oggetto di una riqualificazione, grazie ai fondi del PNRR, oggetto come altri beni pubblici dell’identità della città. “Con questi interventi prosegue il percorso della nostra città che fa memoria, dedicando gli spazi pubblici a figure che hanno lasciato un segno, come Francesca Mainini, che abilita i luoghi. Per noi rigenerare è questo: tenere vivi i valori di chi ha fatto la storia della nostra comunità”, ha commentato il sindaco.
Primo Minelli ha ricordato che l’abitazione della partigiana legnanese era proprio in via Calatafimi al numero 4. Donna che come tante donne non si è tirata indietro ma ha lavorato attivamente come partigiana, partecipando ad azioni miratissime che hanno portato alla conquista della libertà.
Partecipò alla Resistenza dal 1943 a 1945 come staffetta di collegamento con il CLN di Milano per la 101esima Brigata Garibaldi, mettendo a disposizione la sua casa per riunioni, per nascondere partigiani ricercati e per la costruzione delle bombe per la 101esima Brigata Garibaldi GAP di Gorla Maggiore e Legnano Mazzafame, in collaborazione con il comandante della GAP Samuele Turconi.
Una delazione relativa all’attentato della GAP all’Albergo Mantegazza, alla cui realizzazione aveva partecipato, le costò la detenzione nel carcere di San Vittore a Milano. “Francesca, che aveva avuto un ruolo decisivo in tante situazioni, è stata vittima di una delazione, quindi arrestata e condannata alla fucilazione, per “attività partigiana”. Fu salvata da un’intercessione del Cardinale Schuster.
“Oggi è un giorno importante per la mia famiglia, per figli, nipoti e pronipoti di Francesca. Avevo chiesto alla zia, un giorno di raccontarmi cosa aveva fatto, ma lei era stata schiva. Lo ha fatto negli ultimi anni della sua vita, concludendo sempre dicendo: lo abbiamo fatto per tutti”, ha raccontato Gianpaolo, che ha posto una domanda, al termine del suo intervento: “Cosa resta oggi di quella lotta?”



















