sabato, 2 Marzo 2024

Intervista a Fulvia Patrizia Olivieri una “guerriera”

L'attrice Fulvia Patrizia Olivieri (Foto di Julius Kaiser)

Intervista a Fulvia Patrizia Olivieri, milanese di nascita, scelta dalla performer Rita Kyrahm Chessa, per il progetto “Ecce (h)omo Guerrieri”, che si è svolto a Venezia lo scorso dicembre.

Raccontaci della tua esperienza a Venezia: da dove nasce quel progetto? “L’esperienza a Venezia, è stata veramente emozionante, tutto è nato a Roma, quando ho partecipato ad un casting  per una  Performance, Ecce (H) omo Guerrieri di Kyrahm,  a dire il vero, non conoscevo assolutamente il mondo dell’Art Perfomance, né tantomeno l’artista  con cui dovevo fare il provino. Arrivata in teatro, c’era moltissima gente, di varie età e provenienza e io mi sono stupita, che tutte quelle persone venissero per un provino, da così lontano ma alle mie domande,  risposero che non conoscevo Kyrham. Ero incuriosita e quando la incontrai, mi resi conto di avere davanti, una bellissima donna, dagli occhi dolcissimi e un’energia pazzesca, c’erano altre due donne, Julius che faceva video e foto e Noemita, che faceva da assistente. Kyrahm, mi chiese se avevo problemi con l’omosessualità o con lo stare nuda durante una performance, risposi no, ad entrambe, allora, mi chiese di raccontarle qualcosa di me e mentre raccontavo, mi sembrava di conoscerla da sempre, mi sentivo a mio agio, con quelle donne. Mentre rincasavo, mi arrivò un messaggio di Kyrahm, “Sarai una dei miei Guerrieri”. Che emozione!!!  Da quel giorno ci siamo scritte moltissime  email, ma ci rivedemmo a giugno per far vivere la Performance dei Guerrieri. In seguito Kyrahm, ci disse che eravamo stati invitati al Venice International Performance  Art week, un Festival prestigiosissimo, ideato e curato da VestandPage, ovvero, Andrea Pagnes e Verena Stenke”.

Cosa hai provato quando sei stata scelta? “Una grandissima emozione, sono andata subito a documentarmi sul mondo della Performance Art. Vedendo foto e leggendo le descrizioni, ero attratta, ma anche un po’ intimorita, sarei stata la Guerriera del Tempo, ma non sapevo bene cosa Kyrahm, volesse da me”.

Cosa pensi del mondo delle performances di oggi o del mondo dell’arte in generale? “Ancora non me so molto, ad esempio questo Festival è alla sua terza edizione e io non lo conoscevo, però ho capito una cosa, nella Performance Art, tutto ciò che avviene è reale. Questa edizione era dedicata, alla fragilità dei corpi, ed è stata un’esperienza travolgente, nello storico e splendido Palazzo Mora, di Venezia, l’aria che si respirava, nonostante il tema fosse pesante,  era colma di energia positiva. Cosa penso del mondo dell’arte in generale? E’ difficile a dirsi, è talmente vasto, ma quello che percepisco, è che ci sono molte persone che s’improvvisano artisti, che accettano lavori, sottopagati, se non addirittura gratis, solo per apparire, a discapito, degli Artisti, che combattono ogni giorno, per poter far sopravvivere ogni forma d’arte”.

Quale era secondo te il significato di questo progetto? “Questo era un progetto sull’Amore, in tutte le sue forme, la fragilità, la malattia, noi eravamo i Guerrieri in lotta, guidati da Kyrahm, mi sono sentita parte di un tutto, ho condiviso emozioni incredibili, con   Nicola Fornoni,  Lilli Quitadamo, Imma Mercadante e Pepijoy Pierangela Ezzis, che purtroppo ultimamente, ci ha lasciate, ma che rimarrà sempre un Guerriero di Kyrahm. Spero di rivivere queste gioie e dolori, insieme a tutti loro”.

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