lunedì, 15 Giugno 2026
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Inquinamento atmosferico: già a fine aprile molte città oltre i limiti europei del 2030

(Foto Legambiente Lombardia)

A pochi mesi dall’inizio del 2026, numerose città italiane risultano già oltre o prossime ai nuovi limiti europei sulla qualità dell’aria che entreranno in vigore nel 2030. È quanto emerge dall’analisi pubblicata da ISDE Italia – Associazione Medici per l’Ambiente, che richiama l’attenzione sui livelli ancora troppo elevati di PM10, PM2.5 e biossido di azoto nelle aree urbane.

Secondo quanto evidenziato nell’articolo pubblicato su ISDEnews, i dati disponibili mostrano una situazione preoccupante in molte realtà italiane, in particolare nella Pianura Padana e nei grandi centri urbani, dove traffico veicolare, riscaldamento e attività industriali continuano a incidere pesantemente sulla qualità dell’aria.

“La nuova Direttiva europea rappresenta un passo importante per la tutela della salute pubblica, ma i dati dimostrano che senza interventi strutturali molte città rischiano di non riuscire a rispettare i parametri previsti entro il 2030”, sottolinea il Presidente di ISDE Italia Roberto Romizi.

L’Associazione Medici per l’Ambiente ricorda come l’inquinamento atmosferico sia associato a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari, respiratorie, oncologiche e neurologiche, oltre a rappresentare uno dei principali fattori di mortalità prematura in Europa.

Per ISDE Italia è necessario accelerare le politiche di transizione ecologica urbana, puntando in particolare sulla riduzione del traffico privato motorizzato, sul rafforzamento del trasporto pubblico, sullo sviluppo della mobilità attiva, sull’efficientamento energetico degli edifici, sulla progressiva eliminazione delle fonti fossili, quindi sull’incremento del verde urbano.

“Il confronto dei dati attuali con quelli dello scorso anno evidenzia in modo chiaro come, senza un cambiamento immediato e sostanziale delle politiche riguardo all’ inquinamento dell’aria, non sarà possibile rientrare nei parametri della Direttiva europea entro il 2030, né prevenire gli effetti sanitari conseguenti: bisogna quindi sollecitare le amministrazioni a tutti i livelli perché si adoperino in tal senso”, il commento di Paolo Bortolotti, coordinatore del progetto “Cambiamo aria”.

La qualità dell’aria deve diventare una priorità sanitaria oltre che ambientale, evidenzia ISDE, perché i costi umani, sociali ed economici dell’inquinamento sono enormemente superiori agli investimenti necessari per prevenirlo.

(L’approfondimento completo è disponibile su ISDEnews:
ISDEnews – Inquinamento atmosferico: già a fine aprile molte città oltre i limiti europei del 2030).

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