giovedì, 16 Aprile 2026
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Individuato il responsabile degli sversamenti nei torrenti Valle Luna e San Lorenzo

Dopo alcuni giorni di analisi e controlli, i Carabinieri Forestali della Stazione di Arcisate hanno individuato, nelle scorse ore, il responsabile dello sversamento di 130 quintali di rifiuti liquidi nei torrenti Valle Luna e San Lorenzo.

A seguito di una segnalazione i Carabinieri Forestali, in servizio di emergenza ambientale, in collaborazione con i Vigili del Fuoco di Varese, sono intervenuti sulle sponde del torrente San Lorenzo, affluente del torrente Valle Luna, a sua volta corpo idrico ricettore immissario del lago di Varese, riscontrando un inquinamento causato dallo sversamento di un ingente quantitativo di liquami.

L’inquinamento è stato tale da determinare una significativa alterazione della colorazione delle acque, divenute improvvisamente di colore scuro, e diffondendo un forte odore tutt’intorno.

A seguito delle indagini svolte, i militari sono risaliti al responsabile del reato: si tratta del gestore di una azienda agricola della zona, attiva anche come agriturismo, il quale si era reso responsabile dello sversamento dei liquami zootecnici, derivanti dalla attività di allevamento di bovini. In particolare il soggetto aveva svuotato parte della vasca di raccolta delle deiezioni degli animali caricandole su di una autobotte per uso agricolo della portata di 65 quintali, ed aveva scaricato il contenuto nel torrente per ben due volte, disperdendo nelle acque un totale di circa 130 quintali di liquami.

ARPA, le autorità di bacino e i Comuni toccati dalle acque inquinate dovranno intraprendere i necessari interventi di bonifica, per preservare la risorsa idrica.

Il soggetto resosi responsabile del fatto è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Varese, per l’ipotesi di reato contro la tutela delle risorse ambientali. In particolare, l’incauto contadino rischia l’arresto da tre mesi a un anno, o una multa da 2.600 a 26mila euro, se si tratta di rifiuti non pericolosi, oppure l’arresto da sei mesi a due anni, e l’ammenda da 2.600 a 26mila euro, se si tratta di rifiuti pericolosi.

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