Dialogo, inclusione, apertura, confronto: sono davvero possibili? Se lo domanda Aleks Vulaj, cittadino 50enne di Legnano, che ha partecipato nelle scorse settimane quale candidato in una lista civica, alle elezioni comunali 2026, nonché persona attenta ai temi dell’immigrazione e dell’inclusione nella città in cui vive, promotore di progetti come la creazione della Consulta dei Nuovi Cittadini.
Vulaj ha avuto modo di confrontarsi, proprio in occasione della tornata elettorale, con numerose persone, partecipando prima ad incontri ed eventi sul territorio, quindi ai seggi elettorali, riscontrando purtroppo una diffusa e generalizzata diffidenza nei confronti degli stranieri.
“Siamo ancora a questo punto? Triste doverlo constatare proprio durante una campagna elettorale, che ha fatto il massimo per aprirsi al dialogo e al confronto con tutti, italiani e stranieri che hanno scelto di vivere a Legnano, e di partecipare alla sua vita pubblica e politica con autentica passione e vero interesse, per il bene di tutti. Perchè additare ancora chi arriva da un luogo diverso dall’Italia? Perchè rimarcare con battute, che di scherzoso hanno ben poco, lo stile di vita di chi ha lasciato il proprio Paese di origine per stabilirsi altrove? Sembra incredibile, ma ho ascoltato commenti e frasi denigratori, offensivi, che lasciano sorpresi e rammaricati di quanto sia ancora la diffidenza e la sfiducia verso chi non è “del posto”, ma arriva da fuori”, spiega Vulaj, la cui denuncia di questa situazione rilevata personalmente, ha carattere personale, che esula dall’impegno politico dei suoi “colleghi” di lista.
Ciò che ha scoperto Aleks Vulaj sarebbe un mondo reale ancora chiuso all’inclusione, e alla volontà vera di fare spazio ai cittadini stranieri. Fino a che punto quelle battute sono soltanto (odiose) battute, o invece portano a galla una precisa visione della società? “Straniero, informati”, e ancora: “Legnano è diventata Africa”.
Ma perchè? Probabilmente sono soltanto commenti di chi perde parecchio tempo sui social, anzichè costruire cose buone.
“Dalla prima tornata elettorale ha ottenuto ventisei voti e per questo sono soddisfatto, e ringrazio tutti coloro che mi hanno dato fiducia. Tuttavia, mi spaventano correnti di pensiero anti stranieri che si stanno diffondendo anche a livello nazionale. Una deriva che rischia di far arretrare un Paese, partendo proprio dai Comuni più piccoli. Ma anche il sospetto che questo clima negativo possa espandersi: ciò che temo per me e per le mie figlie.
Tuttavia, l’esperienza di questi giorni mi ha dato tanto: energia, buone amicizie, e ho visto tanta partecipazione. Qualcosa che mi fa guardare avanti a testa alta, alle persone che lavorano con fiducia nel futuro, cercando di essere sempre più numerosi, e la maggioranza rispetto ai denigratori a tempo perso”.

















