giovedì, 20 Gennaio 2022

In pochi per onorarne tanti e non dimenticare

Si è svolta ieri anche a San Giorgio su Legnano la consueta celebrazione del IV Novembre, commentata dal sindaco Walter Cecchin, che ha posto l’accento sull’importanza del ricordo e della riconoscenza.

“Oggi non eravamo in molti a onorare quei giovani uomini che si sono sacrificati per la Patria. Corriamo il grande rischio che tra qualche anno quel ricordo e la riconoscenza per avere donato la vita svanisca per sempre. Eppure dovrebbe essere importante per ogni cittadino italiano non dimenticare, ma soprattutto non dimenticarli.
Un grazie a chi oggi era presente. Per chi non ha potuto esserci, l’invito a mandare un pensiero di gratitudine, perché tanto di quello che abbiamo oggi lo dobbiamo a questi ragazzi che la vita non hanno potuto viverla per donarci la libertà”.

All’esternazione di Cecchin ha fatto seguito la diffusione di una nota parte di Roberto Mezzenzana, presidente della sezione ANPI locale, che racconta dei caduti e dei dispersi sangiorgesi:

“I militari sangiorgesi Caduti e Dispersi nella Grande Guerra furono 40, di cui 31 nati a San Giorgio su Legnano, il che fa supporre un numero molto più alto di feriti. Non certo pochi per una piccola comunità come San Giorgio su Legnano, che nel 1911 contava 2933 abitanti.
Fra loro si ricorda la medaglia d’argento avv. Carlo Floriani, socio dell’Unione Giovani Cattolici, che partì volontario, e morì il 15 settembre 1916 sul Carso a Oppacchiasella per le ferite riportate in un’azione eroica contro un bunker austriaco. Il tenente Floriani apparteneva al 56° Fanteria Marche.
Dei 40 fra Caduti e Dispersi, 23 caddero in conseguenza delle battaglie: 1 deceduto in combattimento, 5 dispersi; 17 per le ferite riportate. Due deceduti in prigionia: uno in Francia e uno su una nave austriaca affondata dagli italiani; due deceduti per infortunio di guerra, 13 deceduti per malattie da stretto contatto, umidità, sporco, scarsa alimentazione, scarsi indumenti. Oltre a tubercolosi, polmonite, malattie da deperimento e gastrointestinali, nel 1918 si affianca alla guerra “la spagnola”, influenza che uccide più persone della guerra, decimando anziani e bambini”.

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