giovedì, 22 Febbraio 2024

“Il Visconte Dimezzato”: la vita divisa in due metà opposte non può funzionare

(Foto Mondadori Ragazzi)

Questo libro di Italo Calvino l’ho letto nel 1987 e subito dopo ho letto altri libri dello stesso scrittore che ve li racconto in seguito. Calvino è considerato tra i maggiori esponenti della letteratura nel novecento. “Il Visconte Dimezzato” è stato pubblicato nel 1952 che fa parte di una trilogia, con “Il barone rampante” e “Il cavaliere inesistente”.

Il messaggio che lo scrittore vuole comunicare con questo racconto è che concepire la vita come divisa in due metà opposte, una chiara e buona e l’altra scura e cattiva, non ha alcun senso e non porta da nessuna parte, finirebbe solo col provocare disastri. Un uomo troppo bianco e buono, un altro scuro e malvagio sono incompleti. Se un uomo sviluppa solo una parte di se stesso, è incompleto e squilibrato. La dimostrazione di ciò la troviamo nel protagonista del racconto, il visconte Medardo che, quando è diviso in una metà buona e una cattiva non fa altro che generare confusione.

Il visconte Medardo è in battaglia contro i Turchi, ed è colpito da una palla di cannone che squarcia in due il suo corpo. I medici dell’ospedale da campo recuperano solo la metà di destra e l’altra la danno per dispersa.
Una volta guarito fa ritorno nella sua terra, la Liguria, i suoi compaesani rimangono stupiti nel vederlo a metà, con un occhio, un braccio, una gamba, mezzo naso e bocca. Presto scoprono a loro spese che del visconte Menardo, era tornata soltanto la metà cattiva. Infatti, compie di continuo atti crudeli, condanna a morte innocenti, brucia il suo castello attentando la vita dei suoi servi, e tutto quello che gli capita a tiro lo taglia a metà. S’innamora di Pamela una contadinella, che lo rifiuta, lui per vendicarsi danneggia la sua famiglia.

Dopo qualche tempo torna anche la metà buona del visconte, salvata da degli eremiti, e gira per il paese cercando di rimediare ai danni provocati dalla metà cattiva, abbassando i prezzi dei prodotti agricoli, predicando per i poveri. Così la gente del paese vive in un clima di confusione e in balia delle volontà delle due metà. Anche la metà buona s’innamora di Pamela che lo rifiuta. Poi Pamela incontra le due metà e assicura di volersi sposare con entrambe. Il giorno stabilito per il matrimonio il primo ad arrivare è la metà buona che sposa Pamela, la parte cattiva, che arriva dopo, pensa subito di essere stata ingannata e sfida a duello l’altra metà. Durante il duello si lacerano le cicatrici dei duellanti, ma tempestivamente interviene il dottor Trelawney, che riesce a ricucire le due metà, così riformando il visconte Medardo, che alla fine sposa Pamela.

In questo racconto Calvino, ha voluto giocare sull’idea che ci sono del bene e del male in ciascuno di noi, separando la meta buona da quella cattiva si ottengono due personaggi opposti.

Ho letto questo racconto tutto d’un fiato. Lo consiglio a chiunque voglia fare un tuffo nel passato.

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