Il settore industriale del tessile torna alla mobilitazione e allo sciopero

Raggiunto il 70% di adesione nelle aziende dell’Alto Milanese. Al presidio, svoltosi a Milano questa mattina, venerdì 18 novembre alla sede di Sistema Moda Italia – Confindustria, in viale Sarca, hanno partecipato oltre 1500 lavoratori provenienti da tutta la Lombardia e con delegazioni anche delle principali aziende del territorio dell’Alto Milanese: Italdenim, Tintex, Satta e Bottelli, TRC Candiani, Zucchi, Iluna.

Questo il resoconto della giornata di mobilitazione  nel settore tessile, abbigliamento e moda organizzata da Filctem, Cgil Femca, Cisl e Uiltec, Uil per il rinnovo del contratto di lavoro 2016-2019 scaduto il 31 marzo scorso, che interessa, a livello nazionale, oltre 420.000 lavoratrici e lavoratori, impiegati in più di 50.000 imprese.

“Le trattative, in corso da più di sei mesi, con l’associazione imprenditoriale di Confindustria (SMI-Sistema Moda Italia) si sono bruscamente interrotte alla fine di ottobre. Tra i motivi della rottura della trattativa, a fronte di una richiesta di 100 euro nel triennio sul salario, l’Associazione degli Industriali sembra esclusivamente interessata a modificare l’impostazione sulle modalità, e l’erogazione degli incrementi salariali rendendoli così solo virtuali ed ipotetici, senza nessuna certezza di incrementi economici”, come si legge in una nota sulla giornata, diffusa dalle forze sindacali coinvolte.

“Ma sono anche altre le motivazioni che hanno portato alla rottura della trattativa: intervenire, e magari azzerare, la retribuzione dei primi tre giorni di malattia, modificare le norme sulle ferie, non consentendo più di due settimane consecutive, introdurre l’obbligatorietà degli straordinari, tutti segnali che evidenziano la volontà di negare diritti ed avere “mano libera” nell’organizzazione del lavoro, senza coinvolgere minimamente i delegati sindacali”, hanno commentato Davide Ferrario della Filctem Cgil e Vito Zagaria della Femca Cisl di Legnano.

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