sabato, 22 Gennaio 2022

Il Presidio Libera Legnano ha presentato il dossier “Adesso riutilizziamoli bene!”, la fotografia dei beni confiscati nel Legnanese

E’ stata presentata ieri, sabato 6 marzo, la mappatura dei beni immobili e aziendali confiscati alla criminalità organizzata che si trovano nei Comuni del legnanese: Busto Garolfo, Canegrate, Cerro Maggiore, Dairago, Legnano, Nerviano, Parabiago, Rescaldina, San Giorgio su Legnano, San Vittore Olona e Villa Cortese, curata dal Presidio Libera Legnano.

A venticinque anni dall’approvazione della legge n.109 del 7 marzo 1996, per la confisca e la restituzione alla collettività dei beni tolti ai mafiosi, sono in totale 65 i beni confiscati nel territorio del Legnanese, di cui 56 immobili e 6 aziendali. Dei 56 immobili, 26 sono in gestione all’Agenzia nazionale e quindi non ancora destinati per finalità pubbliche o sociali, alcuni dei quali ancora in confisca non definitiva. Mentre 33 sono stati destinati prevalentemente ai Comuni. Delle 6 aziende, solo 2 sono state già destinate ma entrambe alla liquidazione.

Come si legge in una nota, Legnano è il Comune dove sono ubicati più beni immobili e aziendali confiscati, in totale 28, seguito da San Vittore Olona 13 e da Rescaldina 10. Quattro Comuni non presentano beni confiscati sul proprio territorio (Busto Garolfo, Canegrate, San Giorgio su Legnano e Villa Cortese).

Il monitoraggio ha riguardato anche la trasparenza delle informazioni e la pubblicazione nei siti dei Comuni dei beni trasferiti nel proprio patrimonio, secondo quanto previsto dal codice antimafia. Dei 5 Comuni che hanno avuti beni immobili destinati (Legnano, San Vittore Olona, Rescaldina, Dairago e Nerviano); Legnano e San Vittore Olona hanno una sezione specifica sui beni confiscati, Rescaldina indica i beni all’interno nell’elenco generale del patrimonio immobiliare, mentre per Dairago e Nerviano non risulta la pubblicazione dei dati.

Notevole l’impegno di Libera su territorio, com momenti di approfondimento rivolti soprattutto ai bambini e ai ragazzi, nelle scuole, per sensibilizzarli al tema delle mafie. Non a caso, il nome del Presidio Libera Legnano è intitolato ad Antonella Valenti, Ninfa e Virginia Marchese, tre bambine di 11, 7 e 9 anni, rapite e uccise nell’autunno del 1971 a Marsala, in Sicilia, per mano della mafia.

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