lunedì, 6 Febbraio 2023

Il Po sta soffrendo ancora come in estate: l’allarme della Coldiretti

(Foto ANSA)

Il livello del fiume Po è a -2,3 metri rispetto allo zero idrometrico come d’estate, con la siccità che colpisce i campi, favorisce la risalita del cuneo salino nel delta, restringe i ghiacciai, lascia le montagne senza neve e svuota i grandi laghi del Nord.

E’ quanto emerge dall’ultimo monitoraggio della Coldiretti sulla preoccupante situazione del fiume al Ponte della Becca, a Pavia, in riferimento al gran caldo anomalo su tutta la Penisola, in un 2022 che si classifica peraltro fino ad ora in Italia come il più caldo mai registrato dal 1800, con una temperatura addirittura superiore di quasi un grado (+0,96 gradi) rispetto alla media storica ma con 1/3 di precipitazioni in meno secondo Isac Cnr nei primi 9 mesi dell’anno.

Come si legge in una nota diffusa dalla Coldiretti Lombardia, il grande fiume italiano è fondamentale per l’ecosistema della Pianura padana dovesi concentra il 30% della produzione agricola nazionale e la metà dell’allevamento, che danno origine alla cosiddetta “food valley” italiana conosciuta in tutto il mondo.

Il caldo e la scarsità di precipitazioni stanno minacciando le semine autunnali di frumento, orzo e loietto: senza una quantità di pioggia adeguata, infatti, i semi non riescono ad attecchire e il rischio è che le piantine si sviluppino poco e male o che non crescano affatto. A questo si aggiungono i parassiti rimasti attivi con le temperature miti, che possono attaccare i semi messi a dimora ma che non riescono a mettere radici. Inoltre se l’inverno non dovesse essere sufficientemente freddo, aumenterebbe il numero di insetti svernanti che riescono a sopravvivere e si presenterebbero più numerosi e dannosi in primavera.
Con i terreni secchi e duri gli agricoltori sono costretti a lavorazioni extra per poter procedere con la semina. Il risultato è un aggravio dei costi in una situazione in cui oltre un’azienda agricola lombarda su due (51,6%) si trova costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo secondo il Crea. In agricoltura si registrano infatti aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi fino al +129% per il gasolio”.

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