giovedì, 8 Dicembre 2022

Il mondo della letteratura saluta Luis Sepúlveda

Luis Sepulveda (Foto ANSA)

Il mondo della letteratura moderna piange lo scrittore cileno Luis Sepúlveda, vittima del Coronavirus. 
Lo scrittore 70 enne, che in marzo era atteso in Italia per parlare di “Coraggio” al festival dei piccoli e medi editori “Più libri, più liberi”, evento fermato a causa del lockdown, si è spento oggi a Oviedo, nelle Asturie dove viveva con la moglie, la poetessa Carmen Yáñez, grande amore di un’intera vita.

Una vita movimentata quella dell’autore sudamericano. Sepúlveda era cresciuto in un quartiere popolare a Santiago del Cile, amante delle opere di grandi poeti come Garcia Lorca, Antonio Machado, Gabriela Mistral, iscritto al partito socialista durante il governo di Salvador Allende, entrò a far parte della guardia personale dell’allora presidente cileno. Nel 1973, a seguito del colpo di stato che portò al potere Augusto Pinochet, fu arrestato e torturato, e fu liberato dopo sette mesi grazie all’interessamento di Amnesty International. 

Arrestato nuovamente, condannato all’esilio lascio definitivamente il Cile nel 1977 per trasferirsi in Europa. La cittadinanza cilena gli fu restituita definitivamente soltanto nel 2017. 

Tra i suoi libri più famosi: “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” cui fece seguito una fortunatissima produzione cinematografica e “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” che lo hanno consacrato come autore per tutte le età.

S. R.

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