Mentre i dati sulla situazione sanitaria in Italia, dove in tutte le regioni si combatte contro il Coronavirus, sono tiepidamente confortanti, con sempre meno contagi, il Governo sta studiando come meglio affrontare la cosiddetta “fase 2” dell’emergenza, anche dal punto di vista economico e sociale.
Due le date ipotetiche che segnerebbero l’inizio della ripresa: il 16 aprile, con il riavvio delle imprese, ma soltanto quelle legate al settore alimentare e farmaceutico; quindi il 4 maggio, con l’ipotesi per tutti di tornare ad uscire di casa, purché mantenendo il distanziamento sociale, indossando le mascherine, con ancora chiusi i bar e i ristoranti. Scuole chiuse fino a settembre.
Sul fronte della prudenza si schiera l’OMS, l’Organizzazione mondiale della Sanità, che invita a non allentare tutte le misure finora adottate, per scongiurare la possibile ripresa della diffusione del virus perché, come si legge in una nota, “non c’è ancora una diminuzione netta dei contagi, ma soltanto un rallentamento”.
La Confindustria delle regioni Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto preme per ripartire, chiedendo al Governo di porre fine al lockdown, sottoscrivendo un’agenda per la riapertura in sicurezza delle imprese e la difesa dei luoghi di lavoro: “All’emergenza sanitaria seguirà l’emergenza economica, cui è necessario cominciare a fare fronte”.


















