Stabilito che il freddo non ha minimamente scoraggiato l’espandersi del Covid-19, sebbene almeno in Italia le temperature registrate, nelle ultime settimane d’inverno, hanno superato le medie di stagione, potrebbe essere il caldo il nemico del Coronavirus, tanto da indebolirlo e debellarlo.
In queste settimane è stata condotta una particolare ricerca in Spagna, dall’Agenzia Meteorologica statale (AEMET) in collaborazione con l’Istituto sanitario Carlos III, i cui risultati portano ad ipotizzare un effetto determinante sulle capacità del virus di sopravvivere e di diffondersi, con l’arrivo dell’estate.
Se il caldo torrido dei mesi estivi potrà fermare il Covid-19 non è ancora certo, tuttavia vale la pena provare a pensarci, e forse qualche segnale positivo si potrà riscontrare.
Sebbene non trovi d’accordo né l’OMS, né il mondo scientifico di virologi ed esperti in epidemie, la relazione tra Covid-19 e temperature, resta il fatto che il calo dei contagi si è verificato proprio quando la primavera è esplosa anche nei livelli termici. Un caso? Può essere. Ma tutto vale nello studio di soluzioni che possano quanto meno mitigare la pandemia, ed incoraggiare ulteriormente la ricerca scientifica e clinica di cure e vaccini.



















