sabato, 11 Aprile 2026
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Il Consorzio ETVilloresi conferma la chiusura delle alzaie

Alla vigilia dell’avvio della cosiddetta “Fase 2” nella lotta al Covid-19, a fronte di alcune prime riaperture disposte del Governo e dettate dalla volontà di contenere gli effetti di una crisi economica che si sta profilando in tutta la sua gravità, il Consorzio ETVilloresi conferma la misura adottata lo scorso 20 marzo, vale a dire la chiusura al traffico ciclopedonale di alzaie e banchine, le strade che costeggiano i canali consortili, gestite direttamente.

Come si legge in una nota, “da parte dell’Ente si è infatti valutato come al momento, pur rappresentando le alzaie, in qualche occasione, percorsi alternativi per gli spostamenti casa-lavoro, non sussistano ancora tutti i presupposti di sicurezza funzionali alla revoca della misura assunta poco dopo la metà dello scorso mese, considerati altresì la natura e le caratteristiche di questi passaggi che, necessari in primis all’accesso del personale e dei mezzi del Consorzio per la gestione dei canali, non consentono sempre il rispetto del divieto di assembramento e, spesso, neppure il mantenimento della distanza di sicurezza tra individui”.

Il presidente del Consorzio, Alessandro Folli, ha sottoscritto una comunicazione ufficiale inviata a tutti i sindaci dei Comuni attraversati dal Canale Villoresi, dalla Via d’Acqua Nord e da tutti i Navigli (Grande, Bereguardo, di Pavia, Martesana, di Paderno) per portarli a conoscenza dell’orientamento prudenziale adottato da ETVilloresi.

“Ormai siamo nel pieno della primavera e le persone, dopo quasi due mesi di permanenza obbligata a casa, sono naturalmente invogliate ad uscire per quel poco che è stato concesso dall’ultimo provvedimento del Governo, anche se, come ribadisce la comunità scientifica, l’emergenza sanitaria non è ancora purtroppo sopita. Temiamo che le nostre alzaie possano diventare luoghi privilegiati per affluenze fuori controllo o addirittura per pericolosi assembramenti, evenienza che vogliamo a tutti costi evitare nell’interesse pubblico”, il commento di Folli.

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