Il Comasco si risveglia devastato da una nuova ondata di maltempo che ha colpito in modo violento gran parte del territorio. Piogge torrenziali si sono abbattute nelle scorse ore su Como e sui paesi rivieraschi, in particolare Torno e Blevio, dove si registrano frane, smottamenti e interi tratti di strada invasi dal fango.
Il bilancio è pesante: diverse famiglie sono state evacuate dalle loro abitazioni, alcune frazioni risultano isolate, l’acquedotto è danneggiato e la circolazione è ancora fortemente compromessa.
I danni, secondo stime iniziali, ammontano a diverse centinaia di migliaia di euro soltanto nei Comuni più colpiti.
A Como città, il traffico è nel caos: molte strade restano chiuse, invase da detriti o allagate, il lungolago è inaccessibile, i sottopassi sono impraticabili e si registrano rallentamenti ovunque.
Situazione critica anche lungo le principali arterie provinciali.
La Lariana è stata parzialmente chiusa al traffico per frane e smottamenti, mentre sulla sponda opposta, lungo la Regina si segnalano carreggiate ostruite da massi e materiale franato.
In alcuni tratti si procede a senso unico alternato, dove la sicurezza lo consente.
Il lavoro dei soccorritori è incessante: squadre della Protezione civile, Vigili del fuoco e tecnici comunali stanno intervenendo su più fronti per rimuovere fango, liberare strade, mettere in sicurezza le zone a rischio e assistere la popolazione.
Le operazioni sono rese complicate dalla pioggia continua e dalla situazione idrogeologica del territorio, già compromessa da eventi precedenti.
L’emergenza ha imposto la chiusura delle scuole in diversi comuni della provincia e ha riportato al centro dell’attenzione il tema della fragilità strutturale del territorio.
Il Comasco vive ore di grande difficoltà, mentre la pioggia concede un po’ di tregua, resta l’urgenza di intervenire con decisione per evitare nuovi disastri. La conta dei danni è soltanto all’inizio, ma è già evidente che serviranno tempo, risorse e una visione più concreta per affrontare una crisi che non può più essere considerata straordinaria.



















