E’ stato presentato nei giorni scorsi all’Auditorium Aldo Moro di Arese, il romanzo “Il cielo è un migliaio di stelle” di Giorgio Venturini.
Giorgio Venturini, milanese, classe 1948, è stato sin dalla giovinezza fervente appassionato e cultore di studi storici, in particolare del mondo dell’Antico Egitto, del suo antico idioma e dello studio dei geroglifici, cui si dedica a livello amatoriale, con approfondimenti per gran parte del proprio tempo libero.
Il romanzo è concepito come una favola a tratti dolce e che fa sognare, a tratti dura e storica come la vita vera dei protagonisti del romanzo è stata. Si parte dal ritrovamento nel 1922 ad opera di Howard Carter della tomba (quasi intatta) del faraone Tutankhamon, “il faraone fanciullo”, salito al trono in giovanissima età (9/10 anni circa) e il cui regno durò una decina d’anni.
Gli scavi finanziati da Lord Carnarvon ebbero una risonanza mediatica mondiale per la grandezza della scoperta, la maschera funeraria del faraone è ancora oggi il simbolo più popolare del Museo egizio del Cairo.
La favola raccontata con eleganza e delicatezza pone l’accento sulla vita privata del giovane faraone e sull’amore che lo ha legato per la sua breve vita alla sola compagna Ankhesenamon, con immagini di dipinti dell’epoca che ne mostrano scene familiari.
Un romanzo sorprendente, che apre un mondo nuovo a tutti coloro che vogliono approcciare la vita degli antichi egizi da un diverso punto di vista scoprendo che forse, in fondo, il mondo antico non è poi così distante dal mondo moderno.
Una curiosità sul titolo: al momento della scoperta del sarcofago, nel primo santuario esterno che conteneva il corpo del faraone, fu trovato un enorme telo di lino blu decorato con rosette in bronzo, che ricordava proprio un cielo stellato.
Silvia Ramilli


















