Cerimonia soltanto per pochi, questa mattina anche a Canegrate, dove nel giardino di via Marconi si è svolta una breve commemorazione della Liberazione, del 1945, davanti al Monumento ai Caduti, nel rispetto delle limitazioni imposte dall’emergenza da Coronavirus.
Presenti il vice sindaco Matteo Modica, il presidente della sezione ANPI cittadina Anna Maria Castiglioni, il parroco don Gino Mariani, l’assessore all’Istruzione Edoardo Zambon, quindi alcuni rappresentanti del Consiglio comunale e il referente del PD locale, Gianluca Pessoni.

L’alza bandiera è stato curato dal vice comandante della Polizia locale, Massimiliano Bocchino, momento suggestivo, accompagnato dall’“Inno di Mameli” suonato dalla prima tromba del Corpo Musicale cittadino, Gianni Meraviglia, unico rappresentante della compagine musicale canegratese autorizzato a presenziare. E proprio le note di quello strumento hanno riecheggiato solenni in un paese deserto, in un’atmosfera surreale.

Nessun discorso, soltanto un saluto da parte di ognuno dei presenti, per ricordare la Liberazione di 75 anni fa, che cambiò l’Italia, e che oggi rappresenta ancora un momento di particolare significato, per tutti. Al termine don Gino, dopo aver raccontato la storia del Partigiano Teresio Olivelli, “ribelle per amore”, ha impartito una benedizione.

Nella giornata di ieri, il sindaco Roberto Colombo, convalescente dopo aver superato l’infezione da Covid-19, ha diffuso un messaggio per il 25 Aprile, che si può seguire via FB, sulle immagini di un filmato che racconta la Resistenza partigiana. “Questo è, e rimarrà sempre il 25 Aprile. La lotta per la libertà di allora somiglia alla lotta di oggi, contro la pandemia. Il Coronavirus si sta portando via proprio quella generazione che si rimboccò le maniche per resistere e lasciarci un mondo migliore. Ci sarà da fare oggi come allora, per la ripartenza. Ora e sempre, resistenza”, le parole del sindaco.


















