lunedì, 4 Luglio 2022

I MISTERI DI SETTENEWS – Visita al Castello della Rotta di Moncalieri

Questa settimana, Marco Patania ci porta in un Castello infestato: l’esplorazione, questa volta, non e’ in solitaria. Vediamo insieme il video, come sempre emozionante, di questa puntata de ‘I misteri di settenews’!

STORIA DEL CASTELLO

moncalieri2Il castello della Rotta, che si trova a pochi chilometri a sud di Moncalieri, venne edificato nel IV secolo tra i fiumi Po, Banna e Stellone, a difesa della strada proveniente da Pollenzo, e successivamente venne ampliato.
Sul suo insolito nome sono state proposte alcune spiegazioni: rotta (sconfitta militare), rotha (roggia, fossa irrigatoria), rotta (rottura di argini, luogo aperto, la via rupta).
In ogni caso, la costruzione, denominata nel XV secolo Grancia Rupta, si ergeva proprio in una piana aperta e scarsamente abitata.
La grancia (o grangia, termine di origine francese) era una fattoria fortificata dove venivano raccolti i prodotti della tenuta.

Dopo la caduta dell’Impero Romano, il castello diventò possedimento prima dei Longobardi e poi dei Cavalieri di Malta, che lo mantennero per tre secoli fino al 1500, quando divenne proprietà della famiglia Savoia.
Alcune cronache parlano di una destinazione templare e giovannita intorno al 1100 d.C. per il castello della Rotta.
Altre fonti, al contrario, ritengono sia stato edificato dopo la soppressione del suddetto ordine monastico.
Nel 1196 il castello fu donato dal Vescovo Arduino di Valperga, insieme ad altre proprietà, ad Alberto, Maestro della milizia del Tempio, divenendo possedimento dei Cavalieri di Malta.

Il castello, comunque, fu definitivamente fortificato e assunse l’attuale conformazione attorno alla metà del XV secolo, utilizzato soprattutto per la difesa dai briganti, visto che nella metà del 1400 erano terminati i conflitti tra comuni o feudi, essendo la pianura piemontese sotto la giurisdizione del duca di Savoia.
La lapide, murata sul portale d’ingresso del castello, raffigura lo scudo dei Valperga, famiglia della quale faceva parte il Gran Priore dei Cavalieri Gerosolimitani Giorgio di Valperga di Masino, che nel 1455 era il più alto in grado nel castello.
Sulla lapide c’è la seguente iscrizione latina:

“Hec est Baptiste sub nomine facta Johannis Mansio quam fieri desertis fecit i agris longobardor,
prio ille Georgius ortus ex clara comitum Valpergie stirpe beati Montiscalerii preceptor en ede Johannis
cuius in augumentum castrum istud adidit mille quadringenta et quinquaginta duobus religio gaude proque ipso numine adota”.

Nei dintorni del castello si svolsero molte battaglie, una delle quali gli avrebbe persino attribuito il nome, “Rotta” che significa per l’appunto “sconfitta”.
Una leggenda vuole che questa disfatta sia stata quella subita da Tommaso di Savoia dai francesi nel 1639.
Il castello fu in seguito trasformato in deposito di polvere da sparo nel 1706, quando i francesi attaccarono la città di Torino.
Tra queste mura venne imprigionato dallo stesso figlio (Carlo Emanuele III) Vittorio Amedeo II di Savoia, Re di Sardegna, che impazzì e morì completamente folle il 30 ottobre 1732.
Alla fine del Settecento, essendo la zona definitivamente in mano ai Savoia, il castello venne trasformato da roccaforte fortificata a residenza gentilizia.
Nel primo dopoguerra il castello cadde in rovina e restò abbandonato fino agli anni ’70, quando venne acquistato dal proprietario odierno, che lo restaurò e chiuse tutti gli accessi.
Purtroppo oggi il castello si trova ancora in stato di abbandono e, sebbene non si possa entrare, anche da fuori si vede che ormai al suo interno sta crollando tutto.

LEGGENDE FANTASMATICHE

All’interno e nei pressi del Castello della Rotta si svolsero moltissimi scontri armati con conseguenti morti violente.
Non solo il campo è intriso del sangue dei soldati, ma in esso furono sepolti molti uomini, fatto documentato dagli scavi effettuati per i restauri degli anni ’80, che hanno riesumato diversi cadaveri, tra i quali spiccò la figura di un cavaliere con il suo cavallo e con una croce di ferro al collo, i cui resti sono stati datati tra il XV e il XVI secolo.
Il ritrovamento di questo soldato sembrò comfermare la leggenda del fantasma di un cavaliere a cavallo vagante per il maniero, con la stessa croce di ferro al collo, fatto non solo dichiarato da testimonianze oculari di residenti della zona, ma anche da documenti del passato, che hanno sempre attribuito alla Rocca la fama di castello più infestato d’Italia.
Di notte si sentirebbe risuonare il rumore degli zoccoli del cavallo nelle stanze interne del castello.

Una leggenda narra che, in passato, qui vi giunse una marchesina francese destinata a sposare il padrone del maniero.
Però lei, innamorata e corrisposta da un cavaliere crociato, lo rifiutò, probabilmente anche perché il nobile era vecchio e zoppo, mentre il suo fidanzato era bello e coraggioso.
Ma il promesso sposo non accettò la situazione e gettò la ragazza dalla torre.
Appena apprese la terribile notizia, il cavaliere si votò a Dio e partì per la Terra Santa a combattere gli arabi.
Si dice che il cavaliere col cavallo sia proprio questo triste uomo, che desiderò farsi seppellire qui accanto alla sua amata.

Esiste un’altra versione di questa leggenda.
In questo caso era però il signore del castello ad essere bello e coraggioso e ad innamorarsi di una bellissima e giovane nobildonna.
Venne organizzato il fidanzamento in corte con grande sfarzo e balli, ma la distrazione della festa facilitò un assedio a sorpresa da parte dei saraceni, alcuni dei quali inseguirono la donna fino in cima alla torre, dalla quale si gettò per non cadere nelle mani del nemico.
Il cavaliere si battè con valore allontanando tutti i saraceni, ma appena vide la sua amata distesa senza vita sul ponte levatoio, abbandonò la sua roccaforte e partì in Terra Santa facendosi monaco guerriero templare, per vendicarsi di tutti gli infedeli che avevano portato questo profondo dolore nella sua vita.

Queste leggende sono simili e si accomunano per i particolari più importanti, come la caduta dalla torre di una fanciulla triste e disperata e un cavaliere templare che combatte gli infedeli, ma, naturalmente, in questa zona i saraceni non arrivarono mai.

Quella del cavaliere non è l’unica apparizione che si verifica qui.
Le leggende raccontano di altri spettri di frati, suore, nobili, soldati e cavalieri, tutti personaggi morti in situazioni tragiche e sventurate.
Ci sono leggende su un sacerdote, probabilmente un cardinale, murato vivo nel 1400 per i terribili crimini commessi.
C’è il fantasma di un ragazzino travolto da dei cavalli imbizzarriti e, insieme al suo spettro, vagherebbe anche la nutrice disperata, che ancora piange e sospira per esserselo lasciato sfuggire di mano.
Inoltre c’è lo spettro di un giustiziato tramite decapitazione, che vagherebbe ancora nel cortile interno con la testa sotto braccio.
Il fantasma della marchesa suicida lascerebbe dietro di sé profumi di rose e gigli.
C’è chi racconta di visioni di battaglie e di interi eserciti ancora in marcia.
Ogni anno, nelle notte tra il 12 e il 13 giugno, tutti questi fantasmi marcerebbero in processione in queste zone.

Questo posto attira numerosi appassionati di esoterismo che si recano al Castello della Rotta, proprio durante questa notte, per assistere a qualche fenomeno paranormale.
Fenomeni che, quando sono andato io, appunto durante la notte della processione, non si sono fatti attendere: apparecchiature elettroniche che non funzionavano, batterie che si scaricavano improvvisamente, oggetti che cadevano da soli e tanti altri avvenimenti strani che potete vedere nel video.

Marco Patania

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