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giovedì 17 Giugno 2021

I MISTERI DI SETTENEWS – I segreti di Saletta (VC) con le sue strane presenze…

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Seconda puntata del nuovo ciclo de ‘I Misteri di Settenews’, come sempre a cura di Marco Patania che, questa volta, ci accompagna nell’inquietante paesino di Saletta (VC). Buona visione!

Saletta è un paese abbandonato, frazione di Costanzana, a pochi chilometri a sud di Vercelli.
Saletta è formata da un vecchio castello, alcune cascine sparse attorno, una chiesa con un piccolo cimitero ed un piccolo tempio dalla pianta circolare.
La frazione ha origini molto antiche: il suo nome compare in un documento datato 1148 e in un attestato di Federico Barbarossa del 1152.

La costruzione del castello viene accreditata alla fine del 13° secolo grazie ad alcuni documenti che ne testimoniano la costruzione.
Era il centro del paese, ma oggi è circondato dai ruderi delle cascine che nei secoli gli sono state costruite attorno.

La chiesa di Saletta, dedicata a San Bartolomeo, viene menzionata per la prima volta in una carta del 1280.
Imponente nell’aspetto e assai interessante nell’architettura (più che una chiesa sembra un tempio greco), la chiesa possiede un bizzarro frontone che non ha fatto che accentuare le dicerie inerenti a Saletta: per tutte la sua lunghezza, infatti, appaiono scolpiti i teschi bovini scarnificati.

La costruzione conosciuta come tempietto è in realtà un tabernacolo, dedicato a San Sebastiano.
Rispetto al resto della frazione, il tempietto appare inspiegabilmente decentrato (si trova circa 450 metri a est della chiesa), ed è l’unica costruzione di Saletta difficilmente visitabile durante il periodo estivo.
Esso si trova infatti in un fitto boschetto, percorribile soltanto quando le piante perdono il “verde” durante i mesi freddi.
A pianta circolare, il tempietto era magistralmente decorato in tutta la sua circonferenza, ma ormai anche esso è stato totalmente devastato dai vandali.

Nel 14° secolo Saletta era un possedimento dell’omonima famiglia, che cedette tutto il complesso al monastero di Lucedio.
Il paese restò in mano al clero fino al 17° secolo, quando fu acquisito dal marchese Mossi.
Egli tentò di trasformare il paese in un moderno centro agricolo, ma il progetto fallì a causa della sua morte prematura, che indusse gli eredi a vendere tutto il paese.

Dal 18° secolo è cominciata la decadenza di Saletta, fino ad arrivare all’odierno stato di abbandono, fino ad arrivare agli anni ’80 del secolo scorso, quando una setta prese possesso della chiesa a vi svolgeva messe nere e altri riti satanici.
Quando la voce si sparse, il paese diventò meta di vandali che distrussero quasi tutto quello che c’era da distruggere.
Per impedire ulteriori atti vandalici, l’ingresso della chiesa è stato recentemente murato, rendendo impossibile una visita all’interno.
Sulla destra dell’edifico, ormai sconsacrato, vi è un piccolo cimitero che ospita ancora parecchie tombe di abitanti del luogo, sebbene irriconoscibili tra le sterpaglie.
Anche le lapidi non esistono più, distrutte o asportate.

LEGGENDE
Parecchi i fantasmi che, secondo le credenze popolari, PASSANO il loro eterno tempo nei pressi di saletta.
Ci sarebbe il fantasma di una giovane innamorata morta suicida, nipote del Marchese Pallavicini Mossi (colui che eredito il feudo nel 1625, secondo i documenti): la leggenda narra che il suicidio avvenne nei boschi dietro la chiesa, e che Mossi avrebbe fatto erigere il tempietto proprio nel luogo del fattaccio.
Un’altra versione della stessa leggenda racconta di due amanti che decisero di suicidarsi per vivere in eterno il loro amore.
I due amanti facevano parte di famiglie rivali, di conseguenza, decisero per il suicidio.
Il tabernacolo venne fatto costruire da un prelato appartenente alla famiglia della giovane e, ancora oggi, si racconta che gli spettri dei due amanti si aggirino nei pressi del tempio.
Vera o meno, la storia del suicidio potrebbe spiegare il mistero sulla strana posizione del tempietto, molto “isolato” rispetto agli edifici della frazione.

C’è poi la leggenda che riguarda tre bambini che nella seconda metà del 19° secolo giocavano per i campi, uno dei tre scomparve e venne ritrovato soltanto il giorno dopo, impalato sulle sbarre di un cancello.
Da allora gli altri due bambini cominciarono a sognare il fantasma dell’amico e, nel giro di poco tempo, morirono in circostanze misteriose.

Un’altra storia narra di una famiglia che si recò vicino a Saletta per una gita.
Terminata la gita, al ritorno, la figlia più piccola cominciò a stare male; i genitori cercarono di curarla, ma dopo due giorni morì.
Da quel giorno i genitori cominciarono sentire in casa strani rumori, lamenti e voci.
C’è chi dice che il corpo sia stato riesumato e trovato intatto, ma col vestito bagnato dalle lacrime e c’è chi dice che il fantasma della bambina si aggiri ancora nelle strade attorno a Saletta.

In tanti dicono di aver visto una “dama bianca” che in inverno lievita sui campi attorno a Saletta, la stessa cosa che raccontano gli abitanti di Lucedio, poco distante.

Una delle poche leggende su Saletta che appare, se non provata, quantomeno citata in documenti ufficiali, è quella del ritrovamento di alcune ossa appartenute a esseri giganti.
Lo storico vercellese Giovan Battista Modena, canonico vissuto tra il 16° e il 17° secolo, si convinse dell’esistenza di giganti prediluviani nel territorio piemontese.
Nel 1622 egli scrisse: “A Saletta si è ritrovato un corpo di gigante di altezza e grossezza indicibile che io stesso ho veduto e misurato”.
Il documento citato esiste, ma non esistono prove del ritrovamento.

Forse la leggenda più famosa su Saletta è quella dei cunicoli sotterranei che collegherebbero la frazione a Costanzana (circa 2 km).
La partenza dei cunicoli si troverebbe nella stanzetta presente sotto il tempietto, ma visitandola nessuno ha mai trovato tracce di un qualche passaggio.
Altre leggende parlano invece di un cunicolo che collegherebbe Saletta alla vicina frazione di Torrione.
Ovviamente non vi sono prove in merito, ma va detto che in altri luoghi la presenza di questi cunicoli è assolutamente documentata, quindi tali passaggi potrebbero essere esistiti e ora sono crollati e inaccessibili.

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