mercoledì, 10 Agosto 2022

I missoltini una specialità tipica del Lario

La cucina Lombarda ha parecchie specialità uniche, a volte però poco conosciute. E’ il caso del “missoltino” (misultitt in dialetto comasco) meglio noto come agone, piatto tipico della cucina lariana di cui si ha menzione fin dai tempi dei romani: Plinio il Giovane, scrittore vissuto a Como nella seconda metà del I secolo d.C., descrive nelle sue lettere come i pescatori comaschi essiccassero questi piccoli pesci per la loro conservazione.
L’agone, pesce di dimensioni medio-piccole, ricco di grassi naturali e omega 3, è pescato nella parte più a Nord del Lario, dove le acque sono più fredde e profonde. Una volta squamati e ripuliti dalle viscere i pesci sono messi sotto sale per circa tre giorni, successivamente lavati e appesi ad essiccare al sole per un paio di settimane, infine schiacciati e sistemati a strati con foglie di alloro in contenitori di metallo, mentre in passato erano utilizzati dei barili di legno chiamati missolte, da qui il nome “missoltini”.

La pesca avviene a fine primavera-inizio estate, il periodo migliore è maggio dopo la posa delle uova per garantire la sopravvivenza e la moltiplicazione della specie, con una lavorazione che consente di fruire del prodotto tutto l’anno.

Nati come piatto povero dei pescatori lariani, i missoltini sono divenuti nel tempo una vera e propria specialità da gustare con crostoni di polenta, oppure con spaghetti o risotto.

Oggi però la pesca e la lavorazione dell’agone è riservata soltanto a pochi artigiani, e non si vedono più davanti alle case dei paesi lariani le lunghe file di agoni appesi ad essiccare. Il mestiere del pescatore di lago non è più remunerativo e l’arte di produrre questa specialità come da tradizione si sta purtroppo perdendo.

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