Dopo la nuova “stretta” stabilita nelle scorse ore dal Governo sulle discoteche e sulle sale da ballo, per scongiurare la diffusione del Coronavirus, a fronte del fatto che in tali situazioni è impossibile garantire il distanziamento tra gli avventori, e spesso gli stessi non rispettano l’obbligo della mascherina, i gestori ricorrono al TAR per chiederne l’immediata riapertura.
Il SILB FIPE, l’associazione italiana che raduna le imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo, ha deciso di presentare un ricorso immediato al TAR del Lazio per la riapertura delle aziende, che lamentano un danno economico grave quanto certo, come conseguenza del provvedimento.
Numerosi titolari e gestori di discoteche nei mesi scorsi avevano provveduto ad adeguare i propri locali, proprio in vista della riapertura, post lockdown, e sono certi di avere le carte in regola per lavorare.
Alla chiusura dei locali si è aggiunto l’obbligo di indossare la mascherina dalle 18 alle 6 anche all’aperto, in tutte le aree vicino ai locali e agli esercizi commerciali, dove si creano inevitabili assembramenti.
Tutti i prefetti sono stati invitati a convocare i Comitati provinciali dell’ordine e della sicurezza, per organizzare servizi di vigilanza mirati a far rispettare le nuove misure.

















