lunedì, 22 Aprile 2024

Houdini: mistero e magia. L’ultima intervista impossibile di Roberto Bombassei

Uscirà domenica 24 marzo in tutti gli store mondiali l’ultima intervista impossibile dell’artista, scrittore e conferenziere Roberto Bombassei, dedicata al celebre escapologo Harry Houdini.

Ho iniziato alcuni anni fa con Leonardo da Vinci, quindi con Albert Einstein e Stephen Hawking, Socrate, Ulisse, Alessandro Magno, Dante Alighieri, Macedonio Fernandez, Borges, Ramses II, Gesù, Banksy, James Bond, il misterioso baro S.W. Erdnase, questa serie di pubblicazioni chiamate “Interviste impossibili”. Si tratta di interviste immaginarie a personaggi storici che amo. Attraverso un lavoro di ricerca e di studio, faccio raccontare la loro vita e, selezionando frasi da loro effettivamente dette, le combino come se fosse una vera intervista”, spiega l’artista.

Quest’anno, in occasione della celebrazione dei centocinquant’anni della sua nascita, avvenuta il 24 marzo, la scelta è caduta sul celebre Harry Houdini.

Amo Houdini. Ero ancora bambino quando iniziai a raccogliere francobolli, foto, opuscoli, libri, poster e cimeli dedicati a uno dei miei “eroi” magici, finché   nell’ottobre 2006 , grazie al Comune di San Vittore Olona organizzai la prima mostra in Italia (e forse d’ Europa) dedicata a lui: Harry Houdini, l’artista che nel primo ventennio del ‘900 stupì il mondo intero con le sue celebri evasioni. Lo scopo era presentare al pubblico italiano questo grande personaggio nei suoi diversi aspetti: l’uomo, l’artista, il suo lavoro, i suoi segreti, le sue celebri evasioni e i suoi numeri spettacolari, per capire come, a distanza di quasi cent’anni dalla sua morte, il mondo lo consideri ancora il più grande illusionista del XX secolo”.

La mostra, come ricorda Bombassei, fu organizzata per soli due giorni, il 31 ottobre e il primo novembre del 2006, e fu visitata da circa settecento persone.

Harry Houdini: nessuno, ma proprio nessuno, riuscì ad intrappolarlo in nessun luogo e in nessuna maniera: lui riusciva sempre a liberarsi da qualsiasi costrizione. Manette, casse, camice di forza, bidoni del latte, vecchie caldaie e carcasse di animali. Ogni luogo e ogni sfida era per lui un modo per vivere la sua vita e la sua arte. Alla domanda “Qual è il segreto per liberarsi?” Harry Houdini ripeteva sempre: “il segreto delle mie evasioni è il mio cervello”.

Ho avuto la fortuna di conoscere in questi anni alcuni dei più grandi escape artist dell’ultimo secolo: James Randi, Steve Baker “Mr Escape “, Dean Gunnarson, Mark Cannon e il mio “fratello” Andrew Basso. Nei capitoli finali della mia pubblicazione ci sono anche interviste esclusive ad alcuni esperti ed esponenti internazionali. E con loro scopriremo alcuni segreti che Houdini, secondo la leggenda, si è portato nella tomba. Perché la sua vita e ancora oggi avvolta da mistero, che parte fin dalla sua nascita: Harry Houdini non era americano, non è nato ad Appleton nel Wisconsin il 6 aprile 1874 ma a Budapest in Ungheria il 24 marzo 1874 e il suo vero nome era Erich Weiss. Ma, come lui stesso ci racconterà in questa intervista impossibile, le sue imprese hanno realmente dell’incredibile e molti, moltissime persone erano pronti ad attribuirgli super poteri: dalla mitica Sarah Bernhard a sir Arthur Conan Doyle, dal presidente americano Theodore Roosevelt a George Bernard Show”, racconta Bombassei.

Soltanto nel 1920 il dizionario Funk & Wagnall trasforma Houdini in un verbo, to houdinize, cioè liberarsi o districarsi da restrizioni, legami e simili e milioni di persone dagli Stati Uniti alla Russia , dall’Europa all’Australia ritenevano Houdini  il simbolo di modernità, liberta e speranza.

La sua morte, avvenuta nel giorno più magico del calendario, la notte del 31 ottobre, la festa di Halloween, mette apparentemente fine alla sua vita terrena, ma non alla sua figura come uomo e come artista. E oggi, a 150 anni dalla sua nascita, il suo nome rappresenta ancora il mondo della magia e dell’illusionismo.

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