sabato, 16 Maggio 2026
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Hannibal proprio non aiuta, anzi: a rischio tilt le colture in campo

Il mix tra caldo africano in grande anticipo e la scarsa disponibilità di acqua, a causa della prolungata siccità, rischia di mandare in tilt le colture in campo. È quanto rileva la Coldiretti Lombardia in riferimento all’anticiclone “Hannibal”, che sta portando temperature tipicamente estive a metà maggio, in un 2022 che finora ha fatto registrare precipitazioni dimezzate.

Come spiegato dalla Coldiretti, “osservato speciale è il mais che si trova in una fase delicata, iniziando la sua crescita. Una fase delicata in cui, con temperature superiori ai 30 gradi centigradi, la pianta va “in blocco” per evitare la disidratazione. Se a questo si sommano le difficoltà di irrigazione che gli agricoltori sono costretti a fronteggiare a causa della mancanza di acqua, si rischia che sia compromesso il normale sviluppo della coltivazione e quindi della produzione”. Analoga situazione sta soffrendo il frumento, che si trova nella fase finale della crescita.

Il risultato della mancanza di precipitazioni è che in Lombardia le risorse idriche attualmente immagazzinate nei grandi laghi, negli invasi artificiali e sotto forma di neve sono inferiori del 52% rispetto alla media del periodo 2006/2020.

Il livello del fiume Po al Ponte della Becca, a Pavia, è sceso a -2,7 metri rispetto allo zero idrometrico, più basso che a Ferragosto di un anno fa. Il più grande fiume italiano è praticamente irriconoscibile con una grande distesa di sabbia che occupa la gran parte del letto del fiume fondamentale per l’ecosistema della pianura padana dove per la mancanza di acqua è minacciata oltre il 30% della produzione agricola nazionale e la metà dell’allevamento che danno origine alla food valley italiana conosciuta in tutto il mondo”, spiega la Coldiretti.

Nota positiva il fatto che, per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie, in Lombardia si sta lavorando sul recupero delle cave dismesse o comunque non più utilizzate come bacino di accumulo di riserve idriche strategiche, così come sollecitato più volte da Coldiretti.
Al momento sono settanta le cave dismesse individuate da ANBI Lombardia, in collaborazione con Regione, che rispondono ai requisiti previsti per la raccolta e lo stoccaggio delle acque.

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