lunedì, 24 Gennaio 2022

Giornata della montagna: il 30% degli agriturismi è in quota

Ideali per vacanze sostenibili tra cibo e natura, sono in montagna il 30% degli oltre 1600 agriturismi attivi in Lombardia. Lo racconta la Coldiretti regionale in occasione della Giornata Internazionale della Montagna, celebrata ieri sabato 11 dicembre. “Gli agriturismi nei territori montani svolgono una funzione centrale per la tutela del territorio e la difesa della biodiversità, a sostegno del turismo sostenibile che è stato scelto dalla FAO quest’anno come tema di questa giornata”, commenta Paolo Voltini, presidente di Coldiretti Lombardia.

Come si legge in una nota, complessivamente l’Italia può contare su oltre 7500 agriturismi situati in montagna, i 2/3 dei quali si trova nel Nord del Paese sebbene la presenza sia comunque diffusa anche al Centro e al Sud.

“L’agriturismo è la struttura turistica più integrata nel territorio montano, del quale segue i ritmi con l’attività di coltivazione e di allevamento, ne tutela l’identità sia nell’offerta enogastronomica sia grazie ad attività di conoscenza del territorio stesso”, spiega Massimo Grignani, presidente di Terranostra Lombardia, l’associazione per l’agriturismo e l’ambiente promossa da Coldiretti.

Gli agriturismi sono stati tra le attività duramente colpite dalle limitazioni di Natale e Capodanno dello scorso anno e adesso, proprio dal lavoro di fine anno, dipende buona parte della sopravvivenza delle strutture agricole, con le attività di allevamento e coltivazione che svolgono un ruolo fondamentale per il presidio del territorio, contro il dissesto idrogeologico, l`abbandono e lo spopolamento specialmente nelle zone montane.

Per non fermare la ripresa economica ed occupazionale di questi territori, occorre salvare le vacanze sulla neve di 3,8 milioni di italiani che prima della pandemia erano andati in vacanza in montagna nelle feste di fine anno, come emerge da un’indagine Coldiretti/Ixè.

“La montagna rischia l’abbandono per le difficoltà che hanno costretto centinaia di migliaia di aziende agricole a chiudere i battenti per la mancanza di opportunità. Il rischio concreto è lo spopolamento della montagna anche dalla presenza degli allevamenti, che hanno garantito fino ad ora biodiversità, ambiente e equilibrio socio-economico delle aree più sensibili del Paese, perché quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere l’abbandono e il degrado spesso da intere generazioni”, come spiegato dalla Coldiretti nazionale.

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