In occasione del 75esimo anniversario della “Giornata della Memoria”, a ricordo della Shoah questa mattina, lunedì 27 gennaio, al Tempio Civico Sant’Anna di Busto Arsizio, si sono onorate le vittime dell’Olocausto e delle leggi razziali, coloro che hanno messo a rischio la propria vita per proteggere i perseguitati ebrei, nonché tutti i deportati militari e politici italiani nella Germania nazista.
Alla celebrazione erano presenti oltre a sindaco Emanuele Antonelli, la vicesindaco Manuela Maffioli, Vincenzo Aquilina ex deportato e monsignor Severino Pagani, insieme ad altre figure istituzionali.

“Se comprendere è impossibile riconoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare. Le coscienze possono essere nuovamente sedotte ed oscurate anche le nostre. Le parole spesso sono un avvertimento. Il dramma della Shoah deve essere raccontato, anno dopo anno, alle nuove generazioni per non dimenticare, ciò che è accaduto. Penso a quello che è stato scritto su un muro, pochi giorni fa, a Cuneo sulla porta di una ex deportata “Qui ci sono ebrei”, allora, dico che è giustissimo ricordare per non ripetere, questi atti, questi orrori. Il compito delle istituzioni, noi come Amministrazione comunale, è farci carico di questa responsabilità continuando a coinvolgere le scuole, gli insegnanti, gli educatori. Un grazie a chi continua a portare avanti questa opera indispensabile per la costruzione di una cittadinanza libera e consapevole”, ha detto Antonelli, facendo riferimento ad uno scritto di Primo Levi.
“Ho vissuto per due anni di prigionia, un inferno: rinchiuso per otto giorni nei carri del bestiame con un pezzo di pane. Spero che questo non accada più. Ho scritto le mie memorie per i giovani che non dimentichino quello che è stato”, ha raccontato Aquilina, con la voce spezzata dalla commozione.
“Momento semplice e solenne, andiamo alla memoria con tanta sofferenza provata, che queste celebrazioni doverose non siano isolate. Dobbiamo insegnare alle nostre coscienze, al dialogo, alla comprensione, alla pazienza senza mai rinunciare alla verità. Nella parsimonia, senza creare conflitti perché nasca una coscienza in tutti noi non violenta”, ha commentato Pagani.

La cerimonia istituzionale ha omaggiato, con una corona, il monumento alla “Resistenza e Deportazione” per poi spostarsi al monumento ai “Caduti nei Lager” all’interno del municipio. In collaborazione con la sezione bustese dell’ANPI, l’Associazione Amici di Angioletto, il tavolo delle scuole superiori “La storia ci appartiene”, il Teatro Sociale e Bustolibri.




















