Giocattoli di Natale: c’è ancora differenza tra bambine e bambini?

(Foto da web)

Tempo di Natale, tempo di acquisti e soprattutto di regali per i bambini, tra giocattoli della tradizione più classica e giochi dotati di funzioni tecnologiche.

Ma una differenza di sostanza, nella scelta e nell’acquisto dei regali per i più piccoli, sembra essere ancora quella di genere: femminile o maschile. Un gioco continua a non essere soltanto “un gioco”, ma chi lo sceglie pensa al genere, secondo quanto emerso da una recente indagine condotta da una società di ricerche marketing, che ha intervistato un migliaio di persone.

Le tendenze

Il 49% degli interpellati ha detto di essere influenzato dal genere del destinatario del regalo: bambole per le bambine, automobiline per i maschietti, per semplificare, come si faceva una volta e come si è sempre fatto.

Il 43% degli intervistati si è detto disponibile a regalare un gioco “da femmina” ad un maschio, ma dipenderebbe dal tipo di gioco. Tra i genitori, ben pochi regalerebbero bambole ad un figlio maschio: soltanto l’11%. Certe cose non cambiano, direbbero i più anziani, perché del resto le differenze di genere, enfatizzate in senso positivo e valorizzate, esistono per natura.

E se le forzature di genere continuassero a farle i genitori?

Secondo la statistica, se il 49% dei genitori pensa di regalare ai figli maschi un gioco di società, sono il 35% i genitori che lo faranno per figlie femmine, mentre il 47% pensa a loro acquistando bambole. Idem nel caso dei giochi elettronici: il 35% dei genitori li metterà sotto l’albero a Natale per i figli maschi, e soltanto il 15% nei pacchetti per le figlie femmine.

La magia delle feste e dei pacchetti non cambierà, mentre di anno in anno si aggiungono spunti nuovi di riflessione per gli adulti, sulla differenza di genere che dai regali di Natale, rispecchiata nel sociale, sembra destinata a tramandarsi.

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