Ancora sconvolta la comunità di Calenzano, in provincia di Firenze, dove è avvenuta ieri, lunedì 9 dicembre, un’esplosione senza precedenti all’interno dello stabilimento ENI, nell’area dove le autobotti fanno rifornimento.
Una scintilla, una perdita di benzina o di vapori, o chissà cos’altro (tutte le ipotesi sono al vaglio) e si è verificato uno scoppio talmente violento da far saltare in aria i camion, incendiare una pensilina, frantumare i vetri degli uffici e mandare per terra numerose persone. In briciole parte dell’edificio direzionale.
Una trentina i feriti, gravemente ustionati, e due morti, quest’ultimi sono due conducenti di camion vicini all’esplosione che non hanno avuto scampo.
La Procura di Prato nelle scorse ore ha aperto un’inchiesta per chiarire se sussistano eventuali responsabilità rispetto a quanto accaduto.
A rischiare nell’esplosione sono stati anche i residenti di Calenzano; un tratto della A1 è stato chiuso al traffico per precauzione, subito dopo lo scoppio. Diffuso ieri un’allerta della Protezione Civile affinchè nel raggio di 5 chilometri i cittadini tengano chiuse le finestre per non respirare i fumi della combustione degli idrocarburi.



















