domenica, 14 Giugno 2026
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Ecco le città con i maggiori rincari per energia, carburanti e prodotti alimentari effetto post Iran

(Foto di Willfried Wende - Pixabay)

L’Istat ha reso noti nelle scorse ore i dati territoriali dell’inflazione di aprile, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita. Lo studio analizza anche quali sono le città più rincarate per le tre voci che più hanno subito il cosiddetto “effetto Iran”, vale a dire elettricità, gas e altri combustibili  (gasolio per riscaldamento, idrocarburi…), utilizzazione di mezzi personali di trasporto che comprende anche benzina, diesel, gpl, gas metano e prodotti alimentari e le bevande analcoliche sui quali sono già stati parzialmente traslati i rialzi dei beni energetici e di trasporto.

Rispetto all’indice generale, “vince” Bolzano dove, per via dell’inflazione tendenziale pari al 3,4%, la quarta la più alta d’Italia, si ha la maggior spesa aggiuntiva su base annua, pari a 1128 euro per una famiglia media.
“Medaglia d’argento” per Rimini che, avendo la terza inflazione più elevata del Paese, +3,6%, ha un incremento di spesa pari a 991 euro a famiglia. Sul gradino più basso del podio Udine, che con +3,4% ha una spesa supplementare pari a 955 euro per una famiglia tipo.

“Al quarto posto Roma, che con +2,4% registra una stangata pari a 953 euro. Seguono Verona (+3,4%, +937 euro), Pistoia (+3,4%, +920 euro), al settimo posto Lucca (+3,3%, +893 euro), poi Pordenone (+3,1%, +871 euro) e Belluno (+3,3%, +860 euro). Chiude la top ten, Vicenza (+3,1%, +855 euro).
L’inflazione più elevata del Paese si registra, però, nel Sud. Al 1° posto Cosenza ex aequo con Reggio Calabria, ambedue con +4%. Macerata è seconda con +3,7%”, come si legge in una nota di UNC.

Sull’altro fronte della classifica, la medaglia d’oro come città più risparmiosa va a Brindisi, dove con +2,2% si ha un aggravio di 434 euro. Al secondo posto Cuneo (+1,9%, +478 euro). Medaglia di bronzo per Potenza, +2,2% e +485 euro.
Seguono, nella classifica delle città più virtuose, Trapani (+2,1%, +486 euro), Campobasso (+2,1%, +496 euro), Bari (+2,5%, +506 euro), al settimo posto Ancona (+2,2%, +520 euro), poi Milano che inaspettatamente registra l’inflazione più bassa d’Italia, +1,7%, pari a +522 euro. Segue Novara (+2,1%, +528 euro). Chiude la top ten delle migliori Benevento (+2,4% +530 euro).

Per quanto riguarda i prodotti alimentari e le bevande analcoliche le città più rincarate sono Bolzano (+4,8%  a fronte di una media nazionale pari a +2,9%), poi Genova ex aequo con Reggio Calabria (+4,4%), seguite da Ascoli Piceno, Napoli e Catania con +4,1%.

Per quanto riguarda elettricità, gas e altri combustibili (gasolio per riscaldamento, idrocarburi…) le città diventate più costose sono Caserta  (+9,7% a fronte di una media nazionale del 6,4%), poi Vicenza (+9,6%) e Padova (+9,5%).

Per quanto riguarda l’utilizzazione di mezzi personali di trasporto che comprende anche benzina, diesel, gpl, gas metano, i rincari maggiori sono a Cosenza e Reggio Calabria, ambedue con +9,8%, segue Ravenna (+9,3%) e Ferrara, Macerata e Napoli tutte e tre con un rialzo del 9 per cento.

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