Dopo il grande successo del romanzo “La portalettere”, vincitore del Premio Bancarella, l’autrice Francesca Giannone ritorna in libreria con un nuovo romanzo, pubblicato a giugno 2024 sempre dalla casa editrice Nord, un romanzo familiare profumato di talco: “Domani, domani”.
La Giannone mette al centro del romanzo una famiglia, di nome Rizzo, in una cittadina salentina, con il nome inventato Araglie, i cui membri dall’inizio del 1900 sono sapienti saponieri. Nel periodo in cui è ambientata la storia e la fine degli anni ’50, il settore è florido. Parlando del Salento ci si aspetta un frantoio e, in effetti, lo scarto della lavorazione delle olive usate nel frantoio è impiegato come materia grassa per produrre i saponi.
Il Saponificio Rizzo è una piccola realtà a conduzione familiare ma con prodotti di grande qualità.
Alla morte del nonno, sono i nipoti Lorenzo e Agnese a mandare avanti la fabbrica, perché il loro padre non sopporta tale lavoro. Lorenzo si occupava della grafica e della pubblicità, Agnese è la ricercatrice di essenze e nuove ricette, col sogno di portare avanti la fabbrica del nonno e le sue invenzioni. Un giorno il padre Giuseppe, senza consultare Lorenzo e Agnese, vende il saponificio ad un ricco imprenditore del settore che già possiede altre aziende, un certo Colella. Così i figli devono decidere: se andarsene con un gruzzoletto o restare a lavorare passando dall’essere i figli del proprietario a semplici operai.
Lorenzo reagisce malamente e decide istintivamente di andarsene dalla fabbrica e addirittura dalla casa paterna; Agnese, invece, non riesce a vedersi lontana da lì e cede, accettando di lavorare per Colella.
Alla fine degli anni Cinquanta, quando la strada dei due fratelli si divide, e Lorenzo è intenzionato a trovare i fondi a sufficienza per ricomprare il saponificio, mentre Agnese cerca di farlo ragionare sulla possibilità di unire le forze, e lavorare per aprire un nuovo posto tutto loro, un domani, portando con sé le ricette dei saponi inventate dai nonni.
Agnese è più realistica, ma la determinazione di Lorenzo è forte al pari della sua cocciutaggine, che lo porta ad escludere dai suoi propositi persino sua sorella.
Stupisce ancora la semplicità della Giannone, che riesce ad inserire nel romanzo temi che offrono riflessioni ben profonde, il Saponificio che rappresenta un rifugio per Agnese e una prigione per suo padre. La vendetta di Lorenzo che gli fa perdere di vista qualsiasi altro valore, la madre che sostiene il marito in tutto. Ma la figura di Agnese è un talento sotto tutti i punti di vista, e questo la porterà a porsi importanti domande sul futuro.
Le pagine sono colme di essenze profumate, intuizioni, ambizioni e desideri di rivalsa, con colpi di scena inattesi.

















