E’ questo il verdetto della Corte d’Appello dell’Aquila, emessa nelle scorse ore: otto condanne e ventidue assoluzioni, per la tragedia del 18 gennaio del 2017, in cui persero la vita ventinove persone, uccise da una valanga mentre si trovavano nell’hotel Rigopiano, a Farindola, in provincia di Pescara, seppellito e distrutto dalla neve.
Più precisamente, sono state confermate le condanne inflitte in primo grado per il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, per i dirigenti della Provincia Paolo D’Incecco e Mauro Di Blasio, per il tecnico Giuseppe Gatto e per l’ex gestore dell’hotel Bruno Di Tommaso. L’ex prefetto Provolo dovrà scontare una pena di un anno e otto mesi per falso e omissioni di atti d’ufficio, e con lui Leonardo Bianco, ex capo di gabinetto della Prefettura, e Enrico Colangeli, tecnico comunale di Farindola. Nel processo di primo grado Provolo era stato assolto.
Palpabile in aula la delusione dei familari delle vittime, che hanno detto di essersi aspettati “qualcosa di più”. La valanga colpì l’hotel intrappolando al suo interno quaranta persone: di loro se ne salvarono soltanto undici. Il ricorso in Cassazione è già stato annunciato. Il risultato di oggi è considerato soltanto un piccolo passo in avanti verso la verità.


















