Cambiano i tempi, cambiano le politiche, cambiano le visioni delle cose, ma Bruno Pepi, persona con disabilità che frequenta da anni la nota discoteca Maggie’s Park di San Vittore Olona, si è trovato nelle scorse settimane davanti ad un’amara quanto inspiegabile novità: “In passato, l’ingresso era gratuito o agevolato, per chi vive una condizione di fragilità. Oggi invece si paga sempre”.
Niente più ingresso gratuito.
Quando recentemente alla cassa non è stato riservato a Bruno Pepi il trattamento di cortesia di sempre, gli è stato concesso soltanto uno sconto simbolico di 2 euro che, come commenta lui stesso, “non ha nulla a che fare con l’inclusione reale che istituzioni, Europa e società civile cercano di promuovere da anni”.
Bruno Pepi chiede oggi di sapere il perchè.
“Ballare non è un lusso. È un diritto negato, e questa oggi è la mia protesta. Ho 59 anni, vivo ad Arese e lavoro come operaio in un’azienda farmaceutica. Sono riconosciuto ai sensi della Legge 104/92, art. 3 comma 1, e in possesso della Disability Card, lo strumento ufficiale europeo che certifica la mia disabilità e dà diritto, in molti contesti, a forme di accesso agevolato o gratuito a eventi, luoghi culturali e spazi ricreativi.
Faccio questa premessa perché, nel mio caso, il ballo non è soltanto svago: è medicina, è socialità, è respiro.
Frequento da anni il Maggie’s Park di San Vittore Olona, un locale conosciuto per le serate danzanti, anche pomeridiane. Fino a poco tempo fa, nelle giornate di giovedì, venerdì e sabato, era possibile per me accedere gratuitamente o con forme di agevolazione non scritte, ma con una sensibilità reale.
Da alcune settimane, la direzione ha deciso di applicare il pagamento dell’ingresso a tutti indistintamente, anche quando non è previsto alcun apericena o servizio aggiuntivo.
Ho fatto presente con educazione la mia condizione, mostrando la Disability Card, ma non è servito. Nessuna apertura, nessun rispetto, nessuna empatia. Non è il costo in sé a ferirmi, ma la mancanza totale di ascolto e attenzione alla persona. Come dire: “Qui non conti nulla”. Lo sconto di 2 euro è una forma di discriminazione indiretta, che ignora le difficoltà quotidiane di chi vive con limitazioni fisiche e psicologiche riconosciute dallo Stato”.
Pepi racconta che, sebbene il locale non sia obbligato a concedergli l’ingresso gratuito, in passato l’ha sempre fatto. Cosa è cambiato?
“Dopo questo episodio ho dovuto riprendere la Fluoxetina, un farmaco che avevo sospeso da tempo. Questo dovrebbe far riflettere: una barriera non è soltanto architettonica, può essere anche emotiva e invisibile. Questa scelta non fa onore al Maggie’s, che potrebbe essere un punto di riferimento per socialità e dignità, e invece sceglie di chiudere la porta in faccia ai più deboli”.
Bruno Pepi è intenzionato ad andare fino in fondo in questa vicenda, e si è già rivolto a diversi uffici, oltre che alla redazione di Settenews.it, perchè intende far sentire la propria voce anche a favore di altre persone che vivono questi disagi.
“Non si tratta di chiedere un favore. Si tratta di ricordare che le persone con disabilità non devono essere “tollerate”, ma rispettate. E che l’accesso alla cultura, al ballo, alla socialità è parte della salute e della dignità. Perché ballare non è un lusso. È un diritto di tutti, anche di chi lotta ogni giorno con le proprie difficoltà”.


















