venerdì, 24 Maggio 2024

Dall’inizio dell’estate già tredici eventi estremi in Lombardia

Maltempo in Lombardia: dall’inizio dell’estate sono già tredici gli eventi estremi registrati in regione tra nubifragi, grandinate, bombe d’acqua e forti raffiche di vento. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti regionale sulla base dei dati dell’ESWD, l’European Severe Weather database, in occasione dei fenomeni di maltempo che stanno interessando la regione e che nelle scorse ore hanno provocato danni “a macchia di leopardo” nelle campagne di alcune aree del Mantovano, del Comasco e del Lecchese.

In particolare, in provincia di Como si registrano danni a Senna Comasco e Cantù, dove una violenta grandinata si è abbattuta sui campi di grano da trebbiare e sui prati pronti per il secondo sfalcio del fieno. Nel Basso Lecchese i tecnici Coldiretti sono in contatto con gli agricoltori per accertare la presenza di campi di orzo e frumento piegati fino a terra dalla forza delle precipitazioni. La grandine si è abbattuta anche in alcune zone del Mantovano, nell’area tra Viadana, Marcaria, Cesole, Suzzara dove si registrano danni su pomodoro, mais e grano”, racconta la Coldiretti Lombardia sulla base delle segnalazioni che stanno arrivando negli uffici sul territorio.

La caduta della grandine nelle campagne è la più dannosa in questa fase stagionale per le perdite irreversibili che provoca alle coltivazioni, mandando in fumo un intero anno di lavoro. L’anno 2023 è stato segnato, fino ad ora, prima da una grave siccità che ha compromesso le coltivazioni in campo e poi negli ultimi due mesi dal moltiplicarsi di eventi meteo estremi. “Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con perdite alla produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne italiane”.

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