Quindici malati certi in Lombardia, due in Veneto. Si è chiuso così ieri sera, venerdì 21 febbraio, il bilancio delle persone colpite dal Coronavirus, il Covid-19, che sta creando non poca apprensione soprattutto nei Comuni dove si sono registrati i casi di infezione.
No agli allarmismi, ma attenersi alle indicazioni fornite dagli enti sanitari preposti; no alla psicosi, ma rimanere nelle proprie case e limitare le uscite, se non strettamente necessarie: queste le sollecitazioni diffuse ai cittadini di Codogno, Castelletto Lodigiano, Casalpusterlengo, dove si sono registrati i casi di contagio.
In poche ore si è messa in moto anche nel Nord d’Italia la macchina che guarda alla prevenzione, e all’adozione di tutti i mezzi possibili per arginare la diffusione del virus che, se nei giorni scorsi sembrava lontano, adesso ha ribaltato la situazione.
In Lombardia, dove l’ospedale Sacco di Milano è il centro di riferimento per l’emergenza Covid 19, sono in fase di approntamento alcune strutture simili alla caserma della Cecchignola, vicino a Roma, dove effettuare le quarantene, in uno scenario che potrebbe delinearsi così nelle prossime ore, con più soggetti che necessitano di isolamento preventivo.
“Bloccare l’epidemia è il primo passo”, ha detto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana.
Duecentocinquanta persone ieri sera erano già state poste in quarantena e sottoposte ai test clinici previsti.
Una raccomandazione per tutti: non recarsi al Pronto soccorso in caso di sospetto contagio, ma contattare il 112 telefonicamente, i cui operatori spiegheranno come gestire al meglio ogni singolo caso segnalato.


















