domenica, 7 Dicembre 2025
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“Come vento cucito nella terra”: i soldati diventano reduci di guerra ricamatori

Questo libro è stato pubblicato da Longanesi nel 2022, nato dalla penna di Ilaria Tuti, intitolato “Come vento cucito nella terra”.

E’ un libro che lascia molto: il messaggio chiave è la capacità dell’umanità di ricostruire e guarire, anche dopo le tragiche conseguenze di una guerra, grazie alla solidarietà, all’amore e alla ricerca di un nuovo senso d’identità per uomini e donne. Il romanzo mette bene in luce la forza d’animo soprattutto delle donne.

Si dovrebbe leggere per la sua ricca ricostruzione storica della Prima Guerra Mondiale, e poi perché mette in luce una realtà storica poco conosciuta, vale a dire l’avvento delle prime donne chirurgo nella Grande Guerra, che hanno dovuto farsi strada in un mondo medico e militare dominato dagli uomini.

In particolare, si parla delle prime chirurghe inglesi, le Lady Doctors.
E’ una storia vera: le Lady Doctors sono un gruppo di dottoresse e infermiere inglesi che durante la prima Guerra Mondiale fondarono e gestirono ospedali militari in Francia e poi a Londra, curando i soldati feriti in un’epoca in cui le donne chirurgo erano ostacolate dalla società maschilistica.
Con loro i soldati feriti e mutilati trovano nell’ospedale anche un luogo di guarigione emotiva e di rinascita.

Alle donne non era consentito di operare, e preclusa la pratica in sala operatoria. Così decisero di aprire in Francia un ospedale da guerra completamente gestito da loro. E’ anche la storia dei soldati feriti e rimasti invalidi che varcano la soglia di quest’ospedale al femminile, convinti di non avere alcuna speranza, invece trovano un’occasione di riabilitazione e riscatto.

Gli uomini che arrivano in corsia, in molti casi dilaniati, fatti a pezzi e destinati ad una vita da disabili, si devono reinventare, con una prospettiva diversa del futuro da quella che si aspettavano. Anche la sutura di una ferita, come il ricamo, è un atto d’amore. Unisce e risana.

Quella dei reduci di guerra ricamatori forma una testimonianza vivissima; l’arte del ricamo è diffusa come strumento per lenire i traumi di guerra e per riabilitare al lavoro i soldati disabili, sebbene i vertici dell’esercito osteggiassero quest’occupazione, considerandolo effimera.

L’autrice maneggia con molta sapienza parole e colori, quasi la sua sia una poesia che fa a botte, e vince, con la forza dei temi.

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