giovedì, 23 Maggio 2024

Cinque autori in mostra: comincia a Legnano il Festival Fotografico Europeo

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Si potrà ammirare da domani, sabato 18 marzo alle 17.30, l’11esima tappa allestita a Palazzo Leone da Perego, in via Gilardelli 10 a Legnano, del “Festival Fotografico Europeo 2023”, organizzata dall’assesorato alla Cultura con AFI, l’Archivio Fotografico italiano. Con l’occasione saranno illustrati i progetti legati al festival, presentate delle proiezioni, alla presenza dei curatori della mostra e degli autori che espongono le proprie opere: cinque fotografi in tutto.

Come si legge in una nota, curato da Claudio Argentiero, il festival ha come fine la promozione della fotografia d’autore, sia storica, sia contemporanea, attraverso percorsi visivi articolati e aperti alle diverse esperienze espressive. Molti sono gli autori a confronto, dai fotografi emergenti, italiani e provenienti da diversi Paesi del mondo alle firme già celebri dell’obiettivo, come quelle che il pubblico potrà ammirare nelle sale di Palazzo Leone da Perego.

A cominciare da Romano Cagnoni che, con “War and Humanity”, racconta la condizione umana all’interno di guerre e conflitti dal Sudamerica ai Balcani, dal Medio all’Estremo Oriente. Mario De Biasi con “Viaggio dentro l’isola”, è testimone con le sue fotografie, scattate tra 1955 e 1974, della Sardegna tra paesaggi e squarci di vita vissuta di un mondo a noi, insieme, vicino e lontano. A Marco Garofalo, con “Energy Portraits”, è affidato il compito di contribuire alla comprensione della complessità del mondo contemporaneo attraverso il tema dello sviluppo sostenibile, del nuovo corso che l’umanità è chiamata ad affrontare, ma anche della vita di chi è nell’impossibilità di accedere ai servizi energetici di base. Altre sale ospitano i lavori di Tomasz Tomaszewski con “Gypsies different people just like us”, il suo reportage su un popolo, quello rom, che non ha uno Stato, ma che vive dispersa in quasi tutto il mondo, stabilendo comunità vivide e uniche che mantengono con orgoglio costumi e tradizioni, e di Beniamino Pisati che, con “Lassù”, porta il visitatore in Valtellina, nel cuore delle Alpi tra pascoli e alpeggi. Chiude il percorso Giulio Di Sturco; a lui è lasciato il compito di narrare con “Ganga Ma” gli effetti devastanti dell’inquinamento, dell’industrializzazione e dei cambiamenti climatici sul fiume Gange; foto che propongono una riflessione sulle devastanti conseguenze della produzione agricola intensiva, dell’industrializzazione e dell’urbanizzazione lungo le sue rive e, più in generale, sui fiumi e sui mari del pianeta.

Al piano terra sono esposti sei lavori di Giovanni Sesia realizzati: fotografie d’epoca scattate a pazienti dei manicomi della Lombardia.

Come ogni anno il Festival è arricchito da una serie di eventi collaterali, per affrontare e approfondire temi e aspetti della fotografia con esperti. Il calendario completo sul sito comunale.

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