giovedì, 20 Gennaio 2022

Cinghiali sulla A1: si discute come prevenire gli incidenti

All’indomani dello schianto lungo l’autostrada A1, tra Lodi e Casalpusterlengo, dove un gruppo di cinghiali ha attraversato la corsia Sud provocando un maxi tamponamento, con il bilancio finale di un morto e dieci feriti, si discute per avviare politiche di contenimento della fauna selvatica.

Non è raro, infatti, che le autostrade e le direttrici di particolare importanza, siano attraversate o percorse da animali liberi, come i più recenti cinghiali che più fonti riportano aver scavato persino un passaggio nel terreno, per arrivare sull’autostrada, mettendo in pericolo chi stava viaggiando. Domenica scorsa la presenza di animali era segnalata anche sulla A8 “dei Laghi”, in direzione Milano.

Diverse le opinioni in merito ad un’azione di contenimento delle specie selvatiche: c’è chi guarda ad un’operazione di abbattimento, chi alla possibilità di creare barriere nei pressi delle direttrici viabilistiche.

Un piano di abbattimento selettivo è sostenuto anche dalla Coldiretti, che da anni studia le migrazioni e le concentrazioni di alcune specie faunistiche, spesso spauracchio di talune colture.

A favore degli sbarramenti è invece l’ENPA, che propone la creazione di strutture, barriere e reti elettrificate o acustiche per allontanare gli animali dalle zone rischiose, per loro e per le persone.

Fatto certo è che non si possono contare gli animali liberi in movimento, ma incidenti come quello lungo la A1 stanno diventando sempre più frequenti.

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