domenica, 29 Gennaio 2023

Parte la settimana della Lombardia blindata: “Ce la faremo”

(Foto da web - WebMd)

“Ce la faremo”: parola di presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, dopo aver incontrato ieri i sindaci dei Comuni lombardi ed aver stabilito le regole che varranno fino all’1 marzo, per contrastare la diffusione del Coronavirus, Covid-19, che ha colpito nei giorni scorsi nella zona del basso Lodigiano.

Dieci i Comuni, tra Codogno, Castelletto Lodigiano e Casalpusterlengo, considerata la zona “rossa” del virus, dove da ieri è vietato entrare ed uscire, con l’istituzione di posti di blocco delle Forze dell’ordine per fermare il transito della popolazione locale a scopo precauzionale.

Oggi in tutta la Lombardia, regione blindata, sono chiuse le scuole e le università, come i cinema, gli oratori, i musei, i locali di aggregazione ma non i ristoranti: limitazioni applicate secondo un’ordinanza, cui hanno fatto seguito quelle dei sindaci a livello locale.

Due le persone decedute in regione e più di centocinquanta i contagiati, ma ogni bollettino ufficiale diffuso invita alla prudenza e al non allarmismo inutile: no alla psicosi e al panico, che ieri hanno già portato a svuotare di generi alimentari alcuni supermercati, da parte di chi teme l’epidemia.

Al Numero Verde 800-894545 è possibile chiedere informazioni sull’emergenza.

Chiaro per tutti, come anche in Veneto e in Piemonte dove si è manifestato il Covid-19, che la situazione è di emergenza, ma richiede anche buon senso e l’osservazione delle indicazioni diffuse dagli enti sanitari e di controllo preposti. Così “ce la faremo”.

Può giovare anche ricordare quanto affermato nelle scorse ore da Maria Rita Gismondo, responsabile della Microbiologia clinica e Virologia dell’ospedale Sacco di Milano: “Il nostro laboratorio ha sfornato esami tutta la notte. In continuazione arrivano campioni. A me sembra una follia: si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così. Guardate i numeri“.

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