Canegrate – L’ora del dolore e della preghiera

Passa il feretro di Federica, trasportato al cimitero

Più di duemila persone hanno partecipato questo pomeriggio alle esequie di Federica Banfi, la giovane vittima dell’incidente stradale della notte di Capodanno in Valle d’Aosta, dove si trovava in vacanza con gli amici dell’oratorio di Canegrate e San Giorgio su Legnano.

La funzione funebre è stata celebrata dall’arcivescovo di Milano Mario Delpini, e con lui sull’altare il parroco di Canegrate don Gino, insieme al coadiutore dell’oratorio don Andrea.

Più di duemila persone che si sono strette, fuori e dentro la chiesa di Santa Maria Assunta, ai genitori di Federica, mamma Lucia e papà Renzo, ai fratelli gemelli di Federica, Martina e Andrea.

Si è conclusa quindi al cimitero di Canegrate, con l’estremo saluto alla giovane catechista, sportiva, amante dei bambini e della gente, ragazza solare e festosa quanto affettuosa con tutti, una settimana di strazio incommensurabile per tutto il paese, da quando l’1 gennaio ha cominciato a circolare la notizia della tragedia, fino a questo pomeriggio.

Come ha esortato mons. Delpini nella sua omelia, “E’ il tempo del silenzio: le parole adesso diventino preghiera”.

Sull’altare gli amici e le amiche di Federica hanno portato alcuni oggetti appartenuti a lei: la maglietta dell’oratorio, un fischietto, la palla da basket, un cd del suo idolo, la cantante Emma Marrone, della quale a fine funzione è stata ascoltata una canzone in ricordo di Federica.

Al termine della Messa funebre i fratelli Andrea e Martina hanno letto una lettera per la sorella, ricordando la sua esuberanza, trasformata prematuramente in un vuoto che rimarrà incolmabile.

Tante persone assistono al funerale di Federica dal sagrato della chiesa, dove non c’è posto per tutti i convenuti
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