Non è la prima volta che Papa Francesco interviene a proposito del debito che hanno i Paesi più poveri del mondo rispetto a quelli più ricchi, che li hanno sostenuti negli anni.
E questa volta lo fa attraverso il discorso del cardinale Parolin, Segretario di Stato del Vaticano, intervenuto nelle scorse ore alla Cop 29, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in corso a Baku in Azerbaijan.
L’appello invita alla cancellazione dei debiti, quale riconoscimento di azioni gravi del passato, retaggio delle colonizzazioni di talune zone del mondo. Se le nazioni più ricche dimenticano i debiti di quelle più povere, sarebbe per la Santa Sede come bilanciare il debito ecologico ed anche quello estero.
“Sarebbe una decisione di giustizia. Un vero debito ecologico esiste soprattutto tra il Sud e il Nord del mondo ed è legato a squilibri commerciali”, ha detto il cardinale Parolin, per il quale è necessario superare l’indifferenza, lavorare per combattere la crisi ambientale, aiutare i Paesi più poveri, per il bene comune e per l’umanità, quando sviluppo è anche inclusione.




















