venerdì, 27 Gennaio 2023

Caldo anomalo in Lombardia: sono tornate le zanzare e la siccità

(Foto RAI 3)

Non cadono le foglie dalle piante, che per il caldo non sono entrate nella fase di riposo vegetativo caratteristico della stagione, ma in giro ci sono ancora mosche e zanzare particolarmente aggressive, a testimoniare un autunno bollente che ha fatto scattare di nuovo l’allarme siccità. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti diffusa in occasione del gran caldo anomalo su tutta la Penisola in un 2022 che si classifica peraltro fino ad ora in Italia come il più caldo di sempre con una temperatura addirittura superiore di quasi un grado (+0,96 gradi) rispetto alla media storica, ma si registrano anche precipitazioni ridotte di 1/3 pur se più violente secondo Isac Cnr nei primi 9 mesi dell’anno.

In Lombardia il caldo record e la mancanza di pioggia minacciano le semine autunnali di frumento, orzo e loietto: senza precipitazioni, infatti, i semi non riescono ad attecchire e il rischio è che le piantine si sviluppino poco e male o che non crescano affatto. A questo si aggiungono i parassiti rimasti attivi con le temperature miti, che possono attaccare i semi messi a dimora ma che non riescono a mettere radici. Inoltre se l’inverno non dovesse essere sufficientemente freddo, aumenterebbe il numero di insetti svernanti che riescono a sopravvivere e si presenterebbero più numerosi e dannosi in primavera”, spiegano dalla Coldiretti regionale.

Con i terreni secchi e duri, come si legge in una nota, gli agricoltori sono costretti a lavorazioni extra per poter procedere con la semina. Il risultato è un aggravio dei costi in una situazione in cui oltre un’azienda agricola lombarda su due (51,6%) si trova costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo secondo il Crea. In agricoltura si registrano infatti aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi fino al +129% per il gasolio.

Il deficit delle riserve idriche lombarde resta oltre il 53% rispetto alla media, secondo gli ultimi dati ARPA, con pesanti riflessi sulle portate dei fiumi e sui livelli dei laghi con le percentuali di riempimento che vanno dal 5,7% del lago d’Iseo al 9,4% di quello di Como fino al 18,7% del Maggiore e il 21,4% del Garda.

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