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domenica 1 Agosto 2021

CAIRATE – Arrestata la famigerata coppia di falso dipendente comunale e falso vigile che ha truffato mezzo Nord Italia

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Nella tarda mattinata di ieri, 21 aprile, a Cairate (VA), i Carabinieri della compagnia di Busto Arsizio, in particolare i Militari della stazione Carabinieri di Fagnano Olona e della stazione di Cassano Magnago, hanno tratto in arresto per i reati di:  violenza e resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, contraffazione di sigilli di stato, falsita’ materiale commessa dal privato, lesioni dolose, possesso ingiustificato di chiavi alterare o di grimaldelli, due giovani nomadi di nazionalita’ italiana, appartenenti alle famiglie Narcisio e Riviera, molto numerose nei campi nomadi del Piemonte, nelle province di Asti, Vercelli e Novara. I due giovani, uno del 1988 e l’altro del 1991, sono risultati domiciliati presso il campo nomadi del comune di Ghislarengo (VC); i due malviventi, a bordo della ormai nota autovettura Seat Leon (ricercata praticamente da tutte le forze di polizia del Piemonte e della Lombardia)  sono stati intercettati da una pattuglia della stazione di Fagnano, che immediatamente ha intimato l’alt al conducente: simulando dapprima di fermarsi al controllo, il mezzo e’ ripartito, invece, a fortissima velocita’, cosa da cui e’ scaturito un “folle” inseguimento nelle strettissime vie del comune cairatese. Incredibilmente, l’auto in fuga, – come successivamente accertato –, utilizzava, per garantirsi spazio tra le altre vetture, una sirena acustica installata nel vano motore, del tutto analoga a quelle in uso alle forze di polizia. L’inseguimento e’ terminato in via Siracusa, dove l’auto dei fuggitivi e’ stata bloccata dal sopraggiungere della pattuglia della vicina stazione di Cassano Magnago, giunta in rinforzo: vistosi bloccato, il conducente ha tentato una disperata manovra, “speronando” l’auto dei Carabinieri, ma non riuscendo nell’intento di fuggire. I due malviventi hanno tentato, altresi’, la fuga a piedi nelle campagne adiacenti, venendo pero’ immediatamente bloccati dai Carabinieri.

I primi sviluppi investigativi, supportati dalle perquisizioni immediatamente effettuate, hanno consentito di accertare definitivamente il “ruolo” dei due – e conseguentemente la ragione del disperato tentativo di fuga: i giovani nomadi, infatti, vanno ritenuti i responsabili di una lunga, ininterrotta ed assai grave serie di truffe e furti ai danni di anziani, perpetrata, almeno da 6/8 mesi, fingendosi l’uno operatore comunale ed l’altro vigile urbano; decine e decine gli episodi, forse centinaia, talvolta anche piu’ di uno nella stessa giornata, in alcuni casi trasformatisi in rapine improprie (quando la vittima di turno, accortasi della truffa in essere, veniva strattonata o colpita); in alcune occasioni, anche particolarmente ingenti i bottini (persino diverse decine di migliaia di Euro – i risparmi abitualmente conservati in contanti, a casa, dagli anziani).  Rispetto a questa infinita serie di eventi, sono in corso ulteriori verifiche da parte non solo degli investigatori del nucleo operativo di Busto Arsizio e del nucleo investigativo del Comando Provinciale di Varese, ma anche da parte di tutti i reparti sul cui territorio sono avvenuti tali reati; lo scopo e’ quello di tentare di attribuire a tali soggetti la piena responsabilita’ per il maggior numero di episodi possibile.

Nel corso delle successive perquisizioni effettuate, sia a bordo del veicolo in uso ai malviventi, che all’interno del campo nomadi di Ghislarengo, sono stati rinvenuti:

– numerosissimi arnesi idonei allo scasso (martelli, piedi di porco, cacciaviti etc.);

– un flessibile elettrico abitualmente utilizzato per l’apertura di casseforti a muro (molti sono stati gli episodi in cui, – mentre uno dei malviventi “truffava” e distraeva la vittima –, l’altro apriva con il flessibile la cassaforte, simulando che l’intervento fosse di un operaio comunale);

– 4 radio trasmittenti (che i malviventi utilizzavano per simulare la presenza, all’esterno dell’abitazione presa di mira, di altre pattuglie di Vigili Urbani, per rafforzare il convincimento delle vittime piu’ scettiche);

– 2 scanner portatili, idonei ad intercettare frequenze e comunicazioni delle forze di polizia;

–  gli indumenti adatti a simulare il ruolo di falsi operatore comunale e vigile urbano.

Come anticipato, nel corso dell’approfondita verifica del veicolo in uso ai malviventi. si e’ accertato che all’interno del vano motore era installata sirena acustica analoga a quelle in uso a forze di polizia. Inoltre, sul veicolo erano installate targhe clonate appartenenti ad un’ identica autovettura Seat Leon del medesimo colore, in realta’ di una società di Gorla Maggiore (ovviamente completamente estranea ai fatti); questa e’ la ragione per cui, quando in qualche circostanza alcuni testimoni prendevano parziali di targa, non si riusciva a risalire al reale utilizzatore del mezzo (tale sistema infatti era seguito anche con altre targhe, probabilmente tutte clonate ed appartenenti a veicoli identici).

La vera targa del veicolo ha consentito di accertare che il mezzo risulta intestato ad una nomade italiana, formalmente residente in un campo di Torino, ma di fatto irreperibile in Italia. I Militari speronati hanno dovuto ricorrere alle cure sanitarie presso la clinica Humanitas Mater Domini di Castellanza, venendo giudicati entrambi guaribili in 12 giorni per le contusioni derivanti dallo scontro. I due arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati tradotti presso la casa circondariale di Busto Arsizio, a disposizione dell’Autorita’ Giudiziaria.

Ecco alcune immagini inviate dal Comando dei Carabinieri:

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