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venerdì 17 Settembre 2021

BUSTO GAROLFO – Cavalieri Templari del N.O. a Torino

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Con sommo piacere il Gran Priore, Cav. Giuseppe Lo Vecchio, conferma che il 13 marzo 2016, una delegazione dei Cavalieri Templari del Nord Ovest ha avuto l’onore di partecipare alla commemorazione del martirio dell’ultimo Gran Maestro dell’Ordine Templare, Jacques de Molay, svoltasi a Torino e organizzata dalla Compagnia della Povera Milizia di Cristo e di San Lazzaro: alla conferenza hanno preso parte i responsabili e rappresentanti di moltissime associazioni operanti nel sociale e impegnate nel nord Italia, oltre che una buona cornice di pubblico e interessati alla materia.
La commemorazione è stata anche un utile momento di incontro per i rappresentanti di molte ONLUS che sono attivamente impegnate in molti ambiti sociali; è stato un fondamentale momento di confronto tra i soggetti e di scambi di opinioni, si sono gettate le basi per moltissime attività che si è deciso di svolgere insieme e che andranno a coprire ambiti vari e diversi: dalle più semplici raccolte alimentari da donare a poveri e bisognosi, progetti di horse therapy e pet therapy, progetti in ambito sportivo, progetti di recupero di vecchie cascine da adibire a ricovero per poveri e bisognosi; il legame che ha accomunato tutti è stato chiaramente definito dal Cav. Lo Vecchio a margine del suo intervento: “l’idea da cui dobbiamo partire è che solo unendo le forze, le esperienze e le volontà delle diverse associazioni si potranno raggiungere obiettivi altrimenti non concretizzabili. È sempre più difficile, date le condizioni contingenti e sociali, poter rispondere ad un numero sempre crescente di richieste di aiuto, ma il lavoro non ci spaventa e oggi abbiamo segnato una tappa fondamentale nel cammino che ci vuole condurre a creare una rete di volontariato, non solo locale, ma sovraregionale, per rispondere in maniera unitaria alle diverse necessità riscontrate nelle specifiche realtà.”
La conferenza ha visto i Cavalieri Templari del Nord Ovest molto impegnati anche nel concretizzare patti di amicizia e collaborazioni con le altre associazioni: il Gran Priore ha firmato gli accordi con gli Angeli di San Francesco e con la Compagnia della Povera Milizia di Cristo e San Lazzaro (entrambe operanti a Torino) per la realizzazione di attività comuni che vedranno impegnati i rispettivi volontari.

I Cavalieri Templari hanno da sempre affascinato per la loro storia misteriosa, ma forse non tutti sanno che questi “soldati di Cristo” hanno vissuto 40 anni in più rispetto alla media dei loro coetanei. Non trascurando mai l’attenzione all’igiene a tavola, ma anche alla qualità e varietà degli alimenti. Poca carne, a cui preferivano i legumi, il pesce e la frutta fresca. “Una dieta che ha portato 314 Cavalieri Templari, uno dei più noti ordini religiosi cavallereschi cristiani, in molti casi a superare i 70 anni al processo che li vide protagonisti nel 1321. La spiegazione potrebbe risiedere nell’effetto positivo esercitato sulla flora intestinale da questa alimentazione, più sana rispetto a ciò che si mangiava nel Medioevo. Una fonte naturale di probiotici che ha effetti positivi e protettivi sulla flora gastrointestinale”. Lo ha spiegato all’AdnKronos Salute Francesco Franceschi, direttore medicina d’urgenza Policlinico Gemelli di Roma.
Franceschi è autore, insieme ai colleghi Roberto Bernabei, Giovanni Gasbarrini e Peter Malfertheiner, della ricerca ‘La dieta di Cavalieri Templari: il loro segreto di longevità?’, pubblicata su ‘Digestive and Liver Disease’. Grazie all’indagine condotta sui documenti dell’epoca e del processo, la ricerca ha evidenziato come la dieta di questi monaci-soldati li abbia aiutati a vivere più a lungo della media, in un periodo dove l’aspettativa di vita oscillava tra i 25 ed i 40 anni. Nel Medioevo – evidenzia lo studio – l’alimentazione era ricca di grassi e calorie, si consumava molta carne nelle classi più ricche e la gotta era una delle patologie più diffuse. Come l’obesità, simbolo di ricchezza e opulenza, il diabete mellito e i livelli di colesterolo e trigliceridi erano molto alti.
“La dieta dei Templari, molto moderna e, se vogliamo, antesignana della dieta Mediterranea, combatteva tutte queste malattie”, – avverte Franceschi -; “poca carne (2 volte a settimana), molti legumi (tre piatti a settimana) che invece oggi si consumano poco, ma sono invece potenti probiotici, il pesce era molto frequente, l’acqua la bevevano addizionata con la spremuta di arance per arricchire la carica anti-batterica. Al vino (molto razionato) aggiungevano polpa di Aloe, una pianta dotata di azioni antisettiche e fungicide, molto utile nei Paesi con climi desertici caldi”.
“La longevità è stata una caratteristica peculiare dei Templari, secondo i documenti storici analizzati: Hugues de Payens morì a 66 anni; l’ultimo gran maestro Jacques de Molay quando fu ucciso, dopo 7 anni di prigione, aveva 67 anni. Al tempo”, – sottolinea Franceschi -, “questa eccezionale dote era attribuita ad uno speciale ‘regalo’ divino, ma in realtà dietro c’erano abitudini alimentari e igieniche codificate in regole da Bernardo di Chiaravalle”.
Oltre alla regole scritte, i Cavalieri Templari avevano anche principi di comportamento da rispettare per evitare la diffusione delle infezioni: era obbligatorio per tutti lavarsi le mani prima di mangiare, il refettorio dove si riunivano per consumare i pasti doveva essere ben tenuto e con tovaglie linde sempre pronte. Era bandita la caccia a fini alimentari, mentre furono proprio i Templari a dedicarsi all’allevamento del pesce. Un alimento molto presente nel loro regime alimentare, insieme ai formaggi, la frutta fresca e l’olio d’oliva.
“I Templari consideravano i frutti di mare un ottimo sostituto della carne, in questo modo beneficiavano dell’effetto positivo degli acidi grassi omega-3 sui livelli ematici di colesterolo e trigliceridi, oltre all’effetto antiossidante e antidepressivo dei molluschi”, – evidenzia la ricerca -. “In conclusione”, – affermano gli autori -, “crediamo che la dieta e le abitudini di vita potrebbero essere la spiegazione per la straordinaria longevità dei Templari: se questo è il caso, il motto ‘imparare dal passato’ non è mai stato così appropriato”.

FONTE PARZIALE: adnkronos.it

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