domenica, 14 Agosto 2022

Attività estrattive con le esplosioni: si allargano le crepe sulla strada e si teme la frana nel Bresciano

(Foto di D. Balotta)

Potrebbero essere correlate alla ripresa delle attività estrattive effettuate con esplosioni, e alla riapertura del cementificio, le crepe che si stanno via via allargando lungo la strada per Parzanica, nel Bresciano, che stanno allarmando i residenti e il circolo locale di Legambiente.

“Gli abitanti della frazione “Squadre” del Comune di Vigolo sono allarmati dalle continue esplosioni che, da alcuni mesi, rimbombano nella cava per l’escavazione della marna. La cementifera invece ha ripreso la sua attività a pieno regime. I suoi magazzini sono di nuovo tornati pieni di materiale pericoloso, nocivo per l’ambiente e i lavoratori, in caso di frana. La minaccia della frana resta un incubo per tutto il lago d’Iseo. Ora gli effetti di queste esplosioni si possono vedere sulla strada chiusa per Parzanica, dove a pochi metri dalla frazione Squadre le crepe, che il movimento franoso aveva provocato nel febbraio scorso, si sono allungate ed allargate di parecchi centimetri, facendole diventare voragini. In queste condizioni andrebbe sospesa ogni attività. Prudenza avrebbe voluto che almeno si aspettasse l’esito dei test dello scorso ottobre da parte dell’Università di Firenze, incaricata di redigere una valutazione tecnica indipendente. Sono bastati invece i soli annunci di spesa di opere di stabilizzazione per riattivare a pieno ritmo tutte le attività”, denuncia il presidente di Legambiente Basso Sebino, Dario Balotta.

Come si legge in una nota, Tavernola è ancora presa d’assalto da oltre duecento camion al giorno che portano carbone da bruciare nel forno, oscurando ogni ipotesi di decarbonizzazione: “La frammentazione delle competenze e i pareri contrastanti tra Ministero dell’Ambiente, Regione e Provincia, che dovrebbero avere come primo obiettivo la sicurezza dei cittadini e dell’ambiente, ha fatto sì che la società Italsacci (del grande gruppo tedesco Hidelberg) abbia deciso soltanto  in base ai suoi interessi. La comunità locale si trova quindi spaesata, impaurita e con forti disagi viabilistici: la strada per Parzanica è sempre chiusa”.

Legambiente nei giorni scorsi ha incaricato i suoi avvocati di preparare un nuovo esposto, anche per sapere chi è il responsabile delle autorizzazioni della ripresa completa delle attività.

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