lunedì, 8 Dicembre 2025
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ASST Ovest Milanese: un nuovo progetto per le persone fragili dimesse dal PS di Magenta

L'Ospedale di Magenta (Foto da web - R. Rudoni)

E’ partito in forma sperimentale il nuovo progetto di presa in carico delle persone con particolari fragilità e criticità, dimesse dal Pronto Soccorso di Magenta, che prevede interventi tempestivi e personalizzati al domicilio con l’obiettivo di ridurre i nuovi accessi nelle strutture di emergenza urgenza.

“Alla dimissione del paziente con fragilità, il Pronto Soccorso invia una segnalazione alla Centrale Operativa Territoriale del Distretto di Residenza, la quale attiva l’Unità di Continuità Assistenziale. L’equipe UCA prende in carico la persona entro 72 ore dalla dimissione dal Ps e contatta il Medico di Medicina Generale di riferimento per informarlo e condividere il progetto. Durante questa fase, l’equipe UCA mantiene il raccordo con il medico del pronto soccorso che rimane il referente clinico, e con il MMG”, spiega Massimo Dello Russo, Direttore del DEA di Magenta.

“Si tratta di persone con età superiore ai 65 anni e con particolari fragilità, affette da multi-morbilità, o che necessitano la somministrazione di farmaci, gestione di presidi, interventi educativi e addestramento rivolti anche ai caregiver. Possono rientrare nel programma i pazienti affetti dalla riacutizzazione di una patologia già nota oppure che abbiano necessità di monitoraggio o trattamento individuale predisposto dal Pronto Soccorso e di sorveglianza sanitaria, in assenza di instabilità clinica”, sottolinea il Direttore Socio Sanitario dell’ASST Ovest Milanese Giovanni Guizzetti.

Il percorso non si applica per i pazienti affetti da patologie acute oppure che abbiano già attiva l’Assistenza Domiciliare Integrata. La valutazione per la presa in carico è comunque affidata all’equipe del Pronto Soccorso.

Il progetto avviato sta già restituendo risultati importanti: dei 65 pazienti presi in carico finora post dimissioni dal Pronto Soccorso di Magenta, si sono registrati soltanto due rientri per accertamenti o per il ricovero. Il progetto sarà presto esteso territorialmente e rafforzato attraverso dotazioni strumentali specifiche a disposizione delle stesse Unità di Continuità Assistenziale e degli Infermieri di famiglia e comunità.

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