La situazione sta peggiorando di giorno in giorno, nelle regioni del Nord dove non piove da più di cento giorni, e laghi e fiumi versano in grave sofferenza idrica.
Per far fronte alla siccità in alcune zone del Piemonte e della Lombardia stanno arrivando le autobotti, per sopperire alla mancanza di acqua, e agli abitanti di talune aree è stato già chiesto il razionamento delle forniture.
In difficoltà anche l’agricoltura: “Nei campi manca l’acqua necessaria ad irrigare le coltivazioni, che si trovano in una situazione di stress idrico che mette a rischio le produzioni, in un 2022 segnato fino ad ora da precipitazioni praticamente dimezzate. I gestori dei principali invasi idroelettrici, in un incontro con l’assessore regionale Sertori, si sono detti disponibili a sostenere le portate dei fiumi, ma finora si è mosso poco o nulla. Il momento è complesso e difficile su più fronti, ma bisogna agire subito mettendo in pratica tutto quello che si può fare ora: insieme alle deroghe temporanee agli obblighi del deflusso minimo vitale, è necessario quindi rilasciare l’acqua dagli invasi montani indipendentemente dalle dinamiche della produzione di energia”, ha detto Paolo Carra, vicepresidente di Coldiretti Lombardia.
La siccità è diventata la calamità più rilevante per l’agricoltura italiana e ha già determinato danni per oltre un miliardo a livello nazionale a seguito del calo delle produzioni agricole. Ad essere colpito dalla siccità è infatti l’intero territorio dell’Italia, ma particolarmente grave è la situazione nella pianura padana dove, per la mancanza di acqua, è minacciata oltre il 30% della produzione agricola nazionale e la metà dell’allevamento. Nonostante le ultime precipitazioni il livello del Po è sceso al Ponte della Becca a livelli più bassi che a Ferragosto, come si legge in una nota della Coldiretti.



















