domenica, 14 Aprile 2024

Arriva la musica in carcere: progetto di grande valenza sociale

(Foto di Francesca Di Vaio_b)

CPM Music Institute, creato e diretto da Franco Mussida, ha annunciato l’attivazione di una straordinaria iniziativa che prenderà il via dal Carcere di San Vittore a Milano.

Si è tenuta mercoledì 1 marzo l’inaugurazione di un’iniziativa, unica nel suo genere in Europa, pensata per diffondere nelle carceri musica strumentale di ogni genere, stile, provenienza ed etnia. Musica selezionata dai detenuti per fare in modo che nei luoghi di detenzione possa traspirare, proprio grazie alla musica, lo spirito intriso di vita che pervade la musica delle diverse etnie del pianeta.

Saranno infatti riprodotte playlist con brani originari di tanti Paesi del mondo, specie quelli che seguono le rotte migratorie di questo tempo, organizzate dagli stessi detenuti durante i laboratori di “Ascolto Emotivo Consapevole”, tenuti da Franco Mussida.
“L’iniziativa di sonorizzazione degli spazi del carcere di San Vittore rappresenta un esempio tangibile di come la cultura possa costituire un motore di cambiamento sociale. Questa iniziativa, che va ben oltre i confini della città di Milano, non solo promuove attività culturali all’interno del carcere, ma favorisce anche momenti di riflessione e divertimento, contribuendo a creare un’atmosfera diversa, più umana e vivibile, all’interno degli istituti di detenzione”, ha commentato l’assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi.

L’accensione dell’impianto di sonorizzazione degli spazi dell’istituto penitenziario di San Vittore che diffonderà il lavoro di selezione musicale, realizzato con i detenuti e l’importante contributo di Slow Music, ha visto la partecipazione di Tommaso Sacchi, Giacinto Siciliano, Direttore della struttura carceraria, Luigi Pagano, direttore Carcere San Vittore e Provveditore Regionale dell’Amministrazione penitenziaria e Vice-Capo Dipartimento, di Flavio Antonio Ceravolo, Università di Pavia e Comitato Scientifico CO2, di Mario Lavezzi , SIAE, di Marco Lavezzi, membro del C.d.S. SIAE e di Massimo Poggini, Associazione Slow Music, oltre che dei musicisti del CPM Music Institute e del Coro de La Nave di San Vittore diretto dal giornalista Paolo Foschini.

“Sono felice di aver portato a termine questo progetto. Una gioia che condivido con decine di persone che hanno partecipato a questa avventura pluridecennale che continua. Si realizza un sogno che coltivo da oltre 35 anni. Ci tengo a ringraziare Educatori, Polizia Penitenzia e i direttori di questo carcere, da Luigi Pagano a Giacinto Siciliano. Considero questa un’attività sociale e umanistica fondamentale, al pari di quelle che mirano al sostegno della persona e favoriscono i processi di cambiamento profondo, che luoghi come questo possono indurre.
Questa attività permette ai detenuti di sperimentare l’ascolto di se stessi grazie ad un particolare modo di “sentire” la musica che rende osservabile il filtro musicale emotivo”, spiega Mussida.
L’iniziativa è la naturale evoluzione del progetto CO2, che dal 2013 ha coinvolto migliaia di detenuti in undici carceri italiane, portandoli ad avere un approccio più consapevole con l’ascolto della musica strumentale in ogni sua forma: dalla classica al Jazz, dal Pop alla Musica etnica.

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